Eolico. Il conflitto d’interessi di Denis Verdini sarebbe costato al Credito Fiorentino 60 milioni di euro

L’inchiesta sulla casa monegasca che il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, avrebbe ceduto al cognato ha spento solo per pochi giorni l’attenzione sull’indagine avviata su Denis Verdini di cui lo stesso coordinatore del Popolo della Libertà ha parlato in una conferenza stampa indetta nelle scorse settimane.

Secondo quanto pubblicato lo scorso settimana dal Corriere Fiorentino gli 007 di Bankitalia avrebbero scoperto che l’ex Presidente del Credito Cooperativo Fiorentino, dopo aver accentrato a sé molte competenze, ha messo a rischio il network bancario di cui aveva la responsabilità investendo ingenti somme su grandi clienti il cui profilo era in contrasto con gli obiettivi dell’Istituto.

Il Corriere della Sera, che approfondisce la notizia raccontando la scalata ventennale di Denis Verdini, ha preferito non spiegare i possibili investimenti poco etici del coordinatore del Popolo della Libertà. Di fatto, è bene ricordarlo, per l’esponente politico i guai con la giustizia sono cominciati negli stessi giorni in cui si è ipotizzato una sua collaborazione con il plurindagato Flavio Carboni che con Verdini avrebbe lavorato per la costruzione di alcuni appalti eolico.

Il conflitto d’interessi adottato dall’ex Presidente del Credito Fiorentino, secondo quanto pubblicato da borsaitalia.it, avrebbe permesso all’esponente politico di gestire con una procedura, probabilmente, poco legale più di 60 milioni di euro.

Gli agenti di Bankitalia incaricati di indagare avrebbero infatti notato che la gestione di questa cifra economica sarebbe stata fatta senza tener conto di alcune norme antiriciclaggio valide in Italia.

Da Porto Rotondo, dove è al momento in vacanza, Silvio Berlusconi ha fatto sapere che i nuovi aggiornamenti dell’inchiesta su Denis Verdini non condizioneranno il futuro dell’uomo all’interno del partito che coordina.

Per il Presidente del Consiglio dietro all’indagine avviata sull’ex Presidente del Credito Fiorentino ci sarebbe “la manina delle procure”. Su quanto sta accadendo nel partito più votato della maggioranza ha deciso di non prendere una posizione Umberto Bossi che intervistato sull’argomento si è limitato a dire che lui Verdini non lo conosce bene.

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