Ore 12 - L'Italia al mare, l'Italia ... a mare

altroL’Italia ha mille facce, ma a tenere banco è solo il teatrino politico e sotto i riflettori ogni gossip sguazza e domina la scena.

C’è l’Italia che va al mare e c’è soprattutto l’Italia in alto mare.

La tenaglia della crisi non allenta la sua morsa. Anzi. Cresce il debito pubblico, enti locali strozzati e servizi indispensabili cancellati, famiglie, aziende e lavoratori in grande affanno.

A Gennaio scadono i bond del debito pubblico: Soros (l'uomo che speculò sulla Lira ad inizio anni novanta) e i compagni di Wall Street si muovono senza scrupoli per far fare all'Italia la fine della Grecia. E il Governo non c’è.

Alla riapertura, la mappa delle crisi aziendali sarà una gruviera. Dalla Fiat all’Omsa, da Unicredit a Telecom, dalla Vinyls alla Merloni emerge un quadro alla Caporetto.

Queste aziende sono l’iceberg di una montagna di vertenze aperte che lavoratori e sindacato dovranno affrontare i prossimi giorni. L’aria è pesante, molto pesante.

Mancano i punti di riferimento, non c’è un progetto del governo né di contenimento della crisi, né un piano di rilancio.

Ognuno cerca la propria scappatoia. Chi fa per sé, fa per tre. Ma, così, l’Italia sarà un’altra Italia.

E gli italiani, presto, precipiteranno all’indietro. Molto presto e molto all’indietro.

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