Ore 12 - L'Italia dei dossier avvelenati. Puzza di bruciato

altroChi pensava all’Italia Repubblica delle banane o a un sultanato si dovrà ricredere.

La guerriglia dei dossier avvelenati e preconfezionati dai servizi deviati contro chi si oppone al capo dei capi Silvio Berlusconi è l’anteprima di un vero e proprio “golpe bianco” e prefigura un Paese in pre agonia democratica.

Dopo Gianfranco Fini (sempre sotto tiro), sembra che la prossima polpetta all’arsenico toccherà a Giorgio Napolitano (si sta rovistando sul suo passato di ministro degli Esteri del Pci e dei rapporti con la nomenclatura sovietica).

Sono “bombe” al napalm per tentare di discreditare e distruggere i due principali esponenti considerati ultima “diga” al regime berlusconiano, agonizzante.

L’irresponsabilità al potere gioca allo sfascio del Paese. Principe, feudatari, vassalli e valvassori, cricche e servi vari, sono pronti a tutto pur di preservare potere e privilegi.

Gli "scoop" giornalistici dei fogli legati al premier sono "pacchetti" preparati da settori deviati dei servizi segreti ad uso e consumo di parti affaristico-politiche che intendono liquidare gli oppositori all'attuale regime.

E’ il grande e sporco gioco spionistico e della “disinformazia” di sovietica e sinistra memoria. Chi è, in questo, più maestro di Putin, ex capo dei servizi segreti russi? E chi è il grande amico di Putin?

C’è puzza di bruciato. E non solo di bruciato.

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