Grecia: privatizzate le lotterie, poi tocca a gas e acqua

Il governo ellenico procede al piano di dismissione delle società pubbliche per sanare le casse dello stato e aprire agli investitori esteri. Si va verso la vendita delle compagnie del gas e poi ci si prepara al passaggio delle società idriche. C'è chi parla di svendita.

Grecia: privatizzate le lotterie

La Grecia privatizza. O, secondo altri punti di vista, si svende. Vedete voi quale dei due punti di vista scegliere. Qui, il sottoscritto, opta per il secondo. La notizia, comunque, per cominciare, è che il Governo greco (delle larghe intese), con grande soddisfazione del Ministro delle Finanze Yannis Stournaras, ha privatizzato le lotterie di stato, cedendo una quota del 33% dell'Opap, la società pubblica di scommesse che ha il monopolio sulle puntate sportive fino al 2020 e sulle lotterie fino al 2030.

Nell'operazione è intervenuto il fondo di investimenti Emma Delta, controllato da Jiri Smeich (finanziere ceco), George Melissanidis (affarista greco), e da un secondo fondo di investimento russo, l'Ict Group: il fondo ha trovato un accordo con il governo di Samars per una cifra pari a 652 milioni di euro, più i 60 milioni di euro di dividenti del 2012.

Il punto è che l'Opap – si sa, in tempi di crisi la gente gioca. Mica solo in Italia – ha fatturato quasi 4 miliardi di euro (505 militoni di euro utile) nel solo 2012. E quindi, è naturale che c'è chi parli di svendita.

Ma il processo è chiaro ed è iniziato. E dietro alla grande soddisfazione di Samaras e di Stournaras si deve leggere un progetto più ampio di dismissione delle società pubbliche.

Il prossimo passo, infatti, sarà la privatizzazione di Depa e Desfa (compagnia del gas e operatore della rete di distribuzione dello stesso), che dovrebbe avvenire intorno al 10 maggio: risultano già offerte da russi e azeri.

E poi c'è l'acqua, naturalmente. Pare che la Suez (francese) abbia fatto offerte per acquisire la Thessaloniki Water Supply and Severage, azienda idrica della Grecia settentrionale.

Il quadro è abbastanza chiaro, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Cosa resterà, dopo la crisi, dei beni pubblici in Grecia? Non sono certo le lotterie, ovviamente, a preoccupare. E in Italia, cosa ne sarà dei "beni comuni"? Si dissolveranno come la coalizione?

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