Minacce di morte al Presidente Boldrini: La migliore risposta è la politica


E' stata da poco divulgata un'intervista a Laura Boldrini, Presidente della Camera, nella quale commenta il "fenomeno" delle minacce via web che vengono diffuse contro la sua persona.
Quello che dovrebbe far immediatamente riflettere, leggendo i passaggi chiave dell'intervista, è la grande maturità dimostrata dal Presidente della Camera, al suo primo incarico istituzionale, che non personalizza mai ma richiama i parlamentari, anche in questa triste vicenda che la riguarda, ai propri doveri.

Boldrini sin dalla sua nomina si è distinta per il suo "parlar franco". In continuità con il suo impegno professionale per i rifugiati ha più volte focalizzato l'attenzione su una imprescindibile legge di cittadinanza e in coerenza con il suo ruolo ha segnalato, lo scorso 25 aprile, la necessità di togliere il segreto di stato sulle stragi. Nel discorso successivo alla sua elezione alla presidenza della Camera si può sinteticamente rintracciare la missione che guiderà il suo mandato: riabilitare il termine politica nella sua accezione più radicale. Anche nell'intervista rilasciata a Concita De Gregorio, infatti, prendendo atto delle numerose volgarità mosse nei suoi confronti sul web non perde occasione per richiamare il ruolo centrale e nobile che dovrebbe avere la politica.

Le minacce di morte o di violenza che girano su siti di estrema destra e su Facebook indirizzate al Presidente della Camera sono spesso corredate da fotomontaggi inquietanti: il volto di Boldrini sorridente sul corpo di una donna violentata da un uomo di colore o sul corpo di una donna sgozzata, il sangue che riempie un catino a terra. Tuttavia il Presidente ci tiene a far sapere che non è intimorita e sottolinea due aspetti.
Il primo inerente il sessismo nel nostro paese, che si scatena in maniera ancora più virulenta quando una donna ricopre incarichi pubblici. La migliore risposta per Boldrini deve venire allora proprio dalle istituzioni, non solo attraverso il coinvolgimento di un maggior numero di donne nelle posizioni chiave della società, eliminando quei "blocchi" che lo impediscono, ma anche sollevando "la questione femminile" a livello preventivo e legislativo da parte del Parlamento. A tale proposito il Presidente si esprime così:

Le donne muoiono per mano degli uomini ogni giorno, ed è in fondo considerata sempre una fatalità, un incidente, un raptus. Se questo accade è anche - non solo, ma anche - perché chi poteva farlo non ha mai sollevato con vigore il tema al livello più alto, quello istituzionale. Dunque facciamolo, finalmente

Il secondo aspetto sottolineato è quello del Web. Pur precisando che non si può incorrere in censure, secondo il Presidente bisognerebbe iniziare a riflettere sugli inevitabili rischi che esso comporta. A tale proposito Boldrini afferma:

Se il web è vita reale, e lo è, se produce effetti reali, e li produce, allora non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete rispetto a quel che succede per strada

Un ultimo aspetto sulla vicenda ci teniamo a sottolinearlo noi. In questi giorni il Presidente ha espresso forte solidarietà al Ministro Kyenge in seguito agli insulti ricevuti a sfondo razzista e il 12 aprile scorso, in visita alla Comunità Ebraica, ha espresso l'esigenza di "ripristinare il rigore della legge Mancino". Queste prese di posizione hanno alimentato un ignobile intreccio di sessismo e razzismo in alcuni settori della nostra società. Tali fenomeni sono sintomatici di un paese come il nostro, dove non solo per anni non ci sono stati interventi legislativi seri in materia di discriminazione, integrazione e differenze di genere, ma si è anche avallato, da una certa parte politica, un vocabolario irresponsabile, al solo fine di intercettare frustrazione e malcontento e di insabbiare le risposte politiche alle urgenze sociali.

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