Convenzione per le Riforme, Partito Democratico contrario a Silvio Berlusconi presidente. Renzi: "E' inaudito farlo padre costituente"

Contrari anche Stefano Fassina, Sergio Cofferati e Luciano Violante.

Dopo il tira e molla, ancora non risolto del tutto, riguardante l'Imu, il governissimo di Enrico Letta si ritrova subito con un'altra gatta da pelare: la presidenza per la Convenzione per le Riforme. L'auto-candidatura di Silvio Berlusconi, leader de Il Popolo della Libertà, alla presidenza di questo nuovo organo, è giunta attraverso un'intervista concessa a Maurizio Belpietro, durante la trasmissione Mattino Cinque.

Queste sono state le dichiarazioni di Berlusconi a riguardo:

Nel corso delle trattative per la formazione del governo si è determinato che, alla guida di questo organismo, vada un esponente indicato dal Pdl. Immagino che sia io a guidarla, perché nei nove anni che sono stato Presidente del Consiglio ho avuto modo di verificare le difficoltà di guidare il Paese.

Gli altolà, da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico, non sono tardati ad arrivare. Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ha espresso la totale contrarietà ad una decisione di questo tipo:

E' inaudito farlo padre della costituente. Non capisco perchè dobbiamo dargli il compito di scrivere la Costituzione per i prossimi cinquant'anni. Ora non esageriamo, un conto è fare un governo con il Pdl perché non ci sono alternative, altro è dare la convenzione a Berlusconi.

Il vice-ministro dell'Economia e delle Finanze Stefano Fassina ha auspicato la scelta di una personalità più adatta per un ruolo del genere:

Dobbiamo trovare una figura in grado di dare garanzie a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento e temo che il senatore Berlusconi non sia fra questi.

Sergio Cofferati, invece, confida nella proposta, da parte del Partito Democratico, di un proprio candidato mentre Luciano Violante ha definito quest'ambizione di Berlusconi "un ostacolo per il funzionamento delle commissioni" e ha proposto Gaetano Quagliariello, attuale Ministro per le Riforme Costituzionali, come nome adatto e scelta naturale per la presidenza.

Anche la risposta de Il Popolo della Libertà, che ovviamente sostiene la candidatura di Berlusconi, non si è fatta attendere. Le parole di Sandro Bondi:

Tutto si può discutere, ma nessuno ha il diritto di porre veti o pregiudiziali sulle persone, tanto meno su chi ha reso possibile la nascita di questo governo come del resto di quello precedente.

Renato Brunetta, invece, non fa alcun riferimento specifico a Berlusconi:

Noi rimaniamo ai patti che avevamo prima con Bersani e con Letta poi. La presidenza della Convenzione deve andare al PdL e così sara.

Questo, infine, è l'opinione di Maurizio Gasparri:

Il Pd sbaglia a porre pregiudiziali. Proseguiamo piuttosto con spirito collaborativo e andiamo al merito delle questioni.

Foto | © Getty Images

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