L'incubo di Berlusconi e l'analisi di Cacciari

Berlusconi

L'ipotesi del Governo tecnico, come mi è già capitato di rilevare, è ancora piuttosto improbabile, anche se - contrariamente a quanto sostenuto da autorevoli esponenti della maggioranza e dallo stesso Presidente del Consiglio - il ritorno immediato alle consultazioni elettorali, in caso di crisi di governo, sarebbe impedito dalle vigenti convenzioni costituzionali.

In questi ultimi giorni, tuttavia, sono accaduti degli eventi che hanno parzialmente modificato il già molto complesso ed instabile quadro politico: così, ad esempio, la radicalizzazione estrema del conflitto tra (una parte) dei finiani e il Pdl (i durissimi attacchi di Filippo Rossi su Farefuturo sono, in questo senso, emblematici) e di quello tra Bossi e Casini.

L'intervento di Bocchino parrebbe alludere, piuttosto, alla concretezza dell'ipotesi di un terzo polo, che potrebbe, per così dire, "sparigliare le carte". In ogni caso, è certo che lo scenario più catastrofico per il Cavaliere sarebbe davvero quello di un Governo tecnico che approvasse una nuova legge elettorale e che - perché no? - introducesse anche qualche piccola regola volta a limitare i danni del conflitto di interessi.

Una simile soluzione troverebbe ovviamente la strenua resistenza dei berlusconiani, che griderebbero al "colpo di Stato" utilizzando tutti gli strumenti mediatici a loro disposizione. D'altro canto, quel che conterebbe - come ci ha insegnato proprio il Cavaliere - sarebbe soltanto la dura legge dei numeri. Se davvero si formasse una maggioranza orientata in tal senso, ben poco ci sarebbe da protestare.

Ripeto: continuo a credere, allo stato attuale, che l'ipotesi sia improbabile. E, tuttavia, dopo gli eventi degli ultimi giorni (l'esito della votazione sulla mozione Caliendo, le dure parole di condanna della Cei all'attuale classe dirgente, le dichiarazioni di Montezemolo e la radicalizzazione del conflitto tra finiani e berlusconiani), considerata altresì la ferma volontà del Presidente Napolitano di garantire, per quanto possibile, la continuità delle istituzioni, l'idea del Governo tecnico potrebbe costituire una soluzione meno irrealistica di quanto apparisse all'inizio.

In ogni caso, tale prospettiva sarebbe di certo quella più catastrofica per il Cavaliere. Essa rappresenta probabilmente il suo incubo peggiore. Chi ritiene che il berlusconismo sia la manifestazione principale della crisi della nostra democrazia dovrebbe, pertanto, quantomeno provare a verificare la percorribilità di tale strada. E che sia così lo dimostra l'analisi proposta dal Prof. Cacciari in un'intervista pubblicata oggi su Repubblica. Analisi che approda ovviamente a conclusioni opposte...

Questo, in breve, il ragionamento sviluppato dal Professore: nessun Governo tecnico è pensabile, in quanto un'eventuale "coalizione costituzionale" si fonderebbe esclusivamente sulla volontà di liberarsi di Berlusconi. Ecco ritornare l'intramontabile argomento dell'antiberlusconismo, che tante soddisfazioni ha regalato ai berlusconiani... In uno scontro di questo genere il Cavaliere - secondo Cacciari - vincerebbe di sicuro.

Quale sarebbe, dunque, la soluzione ottimale, secondo l'ex sindaco di Venezia? Andare subito alle elezioni, perché tanto al Senato, con questa legge elettorale, il Cavaliere non riuscirebbe mai ad ottenere la maggioranza. Quantomeno nell'ipotesi in cui si formasse un terzo polo.

In questo caso, in base al diabolico piano del Professore, il Pd, dopo le (infruttuose) elezioni, dovrebbe recarsi da Napolitano, il quale, preso atto della situazione, non avrebbe altra scelta (il perché Cacciari non lo spiega...) che conferire l'incarico di dirigere un Governo tecnico a.. Giulio Tremonti!

Un progetto davvero ambizioso per il Pd: andare alle elezioni con la speranza che, alla fine della giostra, si riesca a formare un Governo guidato dall'attuale Ministro dell'Economia (evidentemente l'idea del Governo Tremonti riscuote parecchio successo a sinistra: ricordate le dichiarazioni di Bersani di qualche settimana fa?).

Se, invece, il terzo polo non si formasse e qualora si profilasse un accordo di non belligeranza tra Pdl e finiani, allora il Pd - sempre secondo Cacciari - dovrebbe cercare l'accordo con Casini.

In sintesi il piano è questo: andare subito alle elezioni come vogliono Berlusconi e Bossi, aspettare quello che decide di fare Berlusconi ed eventualmente, se Berlusconi e Fini raggiungono l'accordo, all'ultimo momento cercare disperatamente un'intesa con l'Udc. Tutto questo per aspirare, nella migliore delle ipotesi, alla formazione di un Governo Tremonti. Complimenti! Un piano davvero geniale.

Alla luce di tale analisi mi vado convincendo che l'ipotesi migliore per il Pd sia proprio la formazione di un Governo tecnico decisamente antiberlusconiano.

Foto | Flickr.it

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