Il Popolo della Libertà negata: sul dissenso e l'annientamento della dissidenza nel PdL

famiglia cristiana berlusconiVi fanno credere di essere di centro destra, ma il PdL e l'accozzaglia di berluscones che ormai lo compone adottano metodi da purga staliniana con chi dissente dall'interno o da un pulpito che ritengono amico, ovviamente quello cattolico: apriamoli questi occhiettini. L'ultimo della serie è la serie di attacchi contro Don Sciortino, da anni direttore del temibile foglio sovversivo Famiglia Cristiana.

L'editoriale a firma Beppe del Colle lo trovate credo da oggi sul sito del settimanale paolino. Che dice di così sconcertante?

Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque punti” non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai “formalismi costituzionali”. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla “sovranità popolare” che finora lo ha votato. La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove – almeno da Machiavelli in poi – la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione. (...) La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico

Prosegue dopo il salto.

Sul finale dell'articolo, Del Colle è un buon profeta quando cita l'annientamento di Dino Boffo, già direttore di Avvenire: sotterrato sotto il fango dei megafoni di governo, quell'ufficio stampa Berlusconi di cui avevo scritto un paio di giorni fa.

Ma la lista dei caduti in disgrazia è molto lunga: partiamo dal passato. Chi è che ha tentato di mettersi contro il cav dall'interno, è stato oggetto di attacchi dalla potenza mediatica non indifferente. In fondo che sarà mai il conflitto di interessi, gestire a piacimento i mezzi di informazione con cui la maggior parte degli italiani di forma un'opinione?

Significa poterli utilizzare per creare e distruggere le esistenze di esseri umani: pensate appunto a Dino Boffo. Era il nulla, la sequenza di letame buttatagli addosso da Feltri, ma le sue dimissioni furono vere, così come la sua successiva caduta in disgrazia. L'omicidio politico è demodè: meglio costringere al suicidio.

Tornando indietro, e restando in ambito cattolico, pensate alla fine che ha fatto Marco Follini: il suo UDC era un alleato della coalizione di Governo. Non lo fu più, e lui sparì nel nulla. E' il trattamento che Berlusconi suggerisce di applicare ai dissenzienti a mezzo dei suoi mass media: soprattutto le televisioni Mediaset, anche due reti Rai, ma quelle viste dalla maggiorparte degli italiani, e poi dalla carta stampata cioè dal Giornale - prima ancora da Libero, quando a dirigerlo era Vittorio Feltri - e Panorama.

Alexander Stille ne scriveva qualche tempo fa:

Nel 2004, dopo le elezioni europee in cui Berlusconi perse molti voti, e Marco Follini, allora leader dell’Udc dichiarò (un po’ come Fini) “La monarchia è finita, deve cominciare La Repubblica” Berlusconi reagì minacciando una manganellata mediatica. “Marco, continua così e vedrai come ti tratteranno nei prossimi giorni le mie televisioni. (…) Non fare finta di non capire, la questione della par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda conto visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset”. Quando Follini sottolineò che di fatto nell’ultimo mese lui era stato presente solo per 42 secondi sulle reti di Berlusconi, il premier rispose: “Non dire sciocchezze la verità è che su Mediaset nessuno ti attacca mai”. “Ci mancherebbe pure che mi attacchino”. “Eppure se continui così te ne accorgerai”. E Follini replicò: “Voglio che sia messo a verbale che sono stato minacciato”

Con Gianfranco Fini, quest'estate è stata esattamente la stessa tempesta: una tempesta sul nulla, come sempre, ma che intanto intasa di guano tutti i canali dai quali si possono attingere informazioni. Non voglio neanche citare le reazioni dei vari Bondi, sull'editoriale di Famiglia Cristiana di oggi, sono parole che meritano di essere dimenticate e basta.

Gilioli però, ha già una buona idea per la prima pagina di domani de Il Giornale...

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