Corsi e ricorsi: torna l'Ulivo di Prodi

Un Guzzanti profetico come non mai. Dopo la lettera di Bersani pubblicata ieri su Repubblica, nella quale il segretario del Pd proponeva la creazione di una nuova Alleanza democratica formata da tutte le forze politiche antiberlusconiane, dopo le prime aperture di Di Pietro e Casini, ecco arrivare oggi il plauso del Prof. Prodi.

Si torna a parlare concretamente dell'Ulivo. Nessuno ha ancora formalmente proposto a Prodi un ritorno alla guida della coalizione (anche se, in questi giorni, l'ipotesi è stata prospettata dai giornali), ma non si tratta più, a questo punto, di uno scenario di fantapolitica. In fondo il Professore è l'unico che finora sia riuscito a portare alla vittoria coalizioni elettorali di centrosinistra.

Ed è stato il solo, in Italia, a recarsi dinanzi alle Camere dando vita a crisi di governo parlamentari, quando i suoi Governi erano stati messi in discussione dalle rispettive maggioranze. Insomma, se si opta per la soluzione dell'Ulivo, Prodi è l'unico ad offrire solide garanzie. Questa volta le opposizioni, tuttavia, dovrebbero provare ad imparare dagli errori del passato (almeno tentare...).

Se la caduta del primo Governo del Professore è stata determinata dalle velleità di una sinistra estremista del tutto disancorata dalla realtà politica del nostro Paese, la caduta del secondo Governo Prodi è dipesa, in gran parte, dalle spinte laiciste e anticlericali di alcune forze presenti nella stessa coalizione ulivista.

Facendo tesoro delle esperienze pregresse, il nuovo Ulivo dovrebbe muovere da una reale consapevolezza della situazione di grave crisi economica nella quale ci muoviamo, evitando di proporre soluzioni fantasiose in campo previdenziale, e strutturarsi su posizioni più "centriste". Per dirla senza troppi giri di parole, la laicità non dovrebbe nemmeno comparire tra gli obiettivi primari della coalizione.

Se, come diceva Massimo D'Azeglio, fatta l'Italia, si trattava di fare gli italiani, ebbene oggi occorre prima ripristinare la democrazia, poi si passerà a creare i democratici.

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