Scelti dai lettori: espulsioni rom tra Italia e Francia

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Pochi commenti, nello scorso post per la rubrica scelti dai lettori: pochi, ma buoni. In particolare mi è piaciuto il suggerimento sul tema dell'immigrazione, in cui Mr Lorenz scriveva a proposito del reato di clandestinità:

sarebbe bello integrare con le basi giuridiche sulla attuale deportazione di ROM in Francia e se la stessa fosse davvero ripetibile in Italia

Vediamo di capire qualcosa di più. Più che sulle basi giuridiche, per capire di più dei Rom e se quanto accaduto in Francia sarebbe possibile anche dalle nostre parti. Tutto dopo il salto.

bandiera rom

Credo che pochi di voi sappiano che cosa rappresenta la bandiera qui sopra: è la bandiera Rom. Direte: ma come, non hanno uno Stato, ma hanno una bandiera? Certo.

Quanti sono in Italia? Cifre dell'Opera Nomadi stimano che siano intorno ai 140mila, altri puntano più in basso - trai 90 e i 110mila - qualunque sia il numero complessivo c'è una certezza su quanti di essi posseggano la cittadinanza italiana: intorno ai 70mila. Quindi, che piaccia o meno - e a molti, piace pochissimo - sono persone esattamente come voi. Con gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Un assunto, quest'ultimo, estremamente difficile da accettare per una buona parte della popolazione italiana: ma non siamo i soli, è praticamente così dalla notte dei tempi.

I Rom sono perseguitati da sempre: per riferirci alla storia recente, i nazisti li sterminarono in massa - le cifre ballano parecchio: uno studio di Ian Hancock dell'Università del Texas afferma tra i 220mila e i 500mila morti, mentre un altro studio di Sybil Milton dell'Holocaust Memorial Museum, tra i 500mila e il milione e mezzo - mentre nell'ex URSS e nei suoi paesi satellite venivano assimilati forzatamente.

Questo, per darvi un breve quadro introduttivo: ora dalla storia, passiamo alla cronaca, a circa dieci giorni fa. I Rom francesi finiscono nel mirino con una serie di sgomberi di campi ed espulsioni forzate, abbinate a rimpatri in Romania. Il primo volo decolla il 19 agosto, come leggo su La Stampa:

Inseguita da mille polemiche, da parte delle Ong, dell’opposizione e dell’Onu, la Francia ha rimpatriato oggi i primi rom di origini romene in situazione irregolare verso la Romania. Un gruppo di 61 persone (e non 79 come annunciato precedentemente dalle autorità) è decollato stamane dall’aeroporto Saint-Exupery di Lione per atterrare nel primo pomeriggio a Bucarest (...) Ogni adulto che ha accettato il rimpatrio volontario è partito con 300 euro in tasca ed ogni minorenne con 100. «Ciascuna delle persone allontanate è stata oggetto di un esame individuale sulle condizioni del suo soggiorno in Francia» (...) Oggi sul quotidiano Liberation, Robert Kushen, direttore del Centro europeo per i diritti dei rom, sostiene con amarezza che il governo francese «strumentalizza i rom per mostrare il pugno duro sulle questioni dell’ordine pubblico» (...) Parole a cui si accompagnano i fatti: stamane due altri campi illegali vicino a Grenoble e a Lille sono stati sgomberati, portando il totale a oltre 50 nel solo ultimo mese. Entro fine agosto, saranno 700 i rom costretti a lasciare la Francia, dove, spesso in alloggi di fortuna o occupati, vivono circa 15.000 nomadi (...) L’Ue ha intimato alla Francia di «rispettare le regole sulla libera circolazione» dei cittadini europei (...) Anche la Chiesa cattolica non nasconde le perplessità. «Non si possono prendere decisioni contro intere comunità senza l’applicazione al singolo individuo di queste decisioni in funzione dell’ordine pubblico, secondo quanto stabilito dalla stessa legislazione europea», è l'affondo del Segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Agostino Marchetto

Il pugno duro del governo Sarkozy partiva ancora prima ad agosto: al momento i campi illegali sgomberati sono 51. C'è anche un corollario che fa molto crollo del Muro di Berlino: ai rom che accettano volontariamente l'espulsione in Romania, vengono dati 300 euro, 100 ai bambini. Un po' come nel 1989 ai cittadini di Berlino Est che entravano nel luccicante mondo consumista. Quindici anni dopo sarebbero precipitati nella Ostalgie, la nostalgia per la vita vissuta nella DDR.

Il piano francese piacque molto in Italia: piacque a molti sindaci per esempio, ma non solo. Piacque anche a ministri, come Ignazio La Russa, Ministro alla Difesa:

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa sfida i finiani sui temi della legalità. E il vicesindaco Riccardo De Corato approva (...)

Per chi di voi risieda lontano dalla vicende milanesi, Riccardo De Corato è il vice sindaco: ma in realtà conta molto più di Letizia Moratti per quanto riguarda le politiche da attuare relative alla sicurezza e all'immigrazione...

Norme più dure sull’immigrazione e una stretta sulla sicurezza (...) Spiega Riccardo De Corato «Il fatto - aggiunge - che il ministro della Difesa La Russa intenda inserire i temi dell’immigrazione e della clandestinità tra le priorità del nuovo programma, dimostra l’attenzione del governo Berlusconi a criticità che Milano sente particolarmente. È necessario che l’esecutivo vagli nuove strade per cercare di arginare i flussi che nel capoluogo lombardo hanno già portato 50mila sans papier, com’è stato stimato dalla Cgil, con tutti i problemi che questo comporta». Già pronto il modello da seguire. «Quello - assicura il vicesindaco - d’Oltralpe, ovvero quella che Sarkozy sta adottando in Francia contro immigrati irregolari e insediamenti abusivi di nomadi. E che ha visto realizzare nei giorni scorsi il primo sgombero di campo irregolare con l’obiettivo di espellere chi non ha le carte in regola». (...) La sicurezza, ha ribadito ieri La Russa al Tg3 «è un tema caratterizzante del programma di governo: contrasto alla criminalità organizzata, all’immigrazione clandestina. Forse non piacerà alla sinistra ma piace alla gente»

Già, la gente, questa entità astratta in nome della quale si commettono spesso nefandezze a scopo elettorale. In questo la Francia non è particolarmente diversa dall'Italia, malgrado sia storicamente e per ragioni che non staremo a elencare qui più "aperta" allo straniero e più disposta ad aprirgli le porte.

Punto centrale delle espulsioni forzate dei rom francesi era la loro condizione di irregolarità: ma molti degli espulsi erano rom romeni, ovvero provenienti dalla Romania. Ma la Romania, è nella UE dal 2007, quindi possono circolare liberamente. Le reazioni - oltre a quelle del momento - non si sono fatte attendere: un paio di giorni fa per esempio

La Commissione europea sta lavorando ad un'analisi giuridica e politica sulle espulsioni dei rom compiute in Francia negli scorsi giorni (...) Se infatti da una parte l'esecutivo Ue "comprende che l'ordine pubblico e' una competenza interna degli stati membri, dall'altro e' necessario che la Francia garantisca il rispetto delle regole Ue" in materia di libero movimento (...) La stessa Parigi, a più riprese, ha accusato Bruxelles di non fare abbastanza in termini di politiche Ue per l'integrazione dei rom, lasciando quindi gli stati membri in situazioni difficili che hanno poi l'espulsione come ultima soluzione

Ma qualcosa del genere potrebbe accadere anche in Italia? Perché no? Certo che potrebbe anche accadere in Italia. Ma ho qualche dubbio: forse è più complicato di quanto si creda, perché da un lato ci sono le dichiarazioni roboanti della destra pugnodurista sentite ad agosto, ma c'è anche una forza che in Francia è assente. Forse avete capito di chi parlo: del Vaticano.

Dubito che in un periodo di tensioni e sfrigolìo tra i cattolici della maggioranza come questo, si voglia gettare benzina sul fuoco con centinaia o migliaia di espulsioni di massa. Sarebbe una frattura, l'ennesima... anche se di certo quelle espulsioni sarebbero un ottimo titillamento per l'elettorato leghista e della destra più intransigente.

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