Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Cuba, Fidel Castro: “Stavo per morire, ma sono resuscitato” Almeno così ha dichiarato ieri al quotidiano messicano di sinistra La Jornada, in una lunga intervista in cui l’ottantaquattrenne dittatore cubano ha parlato della malattia che, quattro anni fa, gli è costata il ritiro dalla guida del regime in favore del fratello Raul.

“Ero sulla soglia della morte” ha affermato Castro. L’ex lìder maximo ha aggiunto di essersi chiesto più volte se i dottori avevano intenzione di lasciarlo vivere nelle sue condizioni o, piuttosto, di permettergli di morire. Castro si è limitato a queste affermazioni, senza fornire dettagli sulla sua malattia.

Creduto addirittura morto, dopo la sua la sua scomparsa dalla scena pubblica nel 2006, l’ex guida del regime cubano si era nuovamente mostrato ai media lo scorso mese, chiedendo agli Stati Uniti di prevenire l’imminente rischio di una guerra nucleare contro l’Iran.

Nel corso dell'intervista, Castro ha affermato che il mondo si trova "nella fase più interessante e pericolosa della sua esistenza" e ha aggiunto di "avere ancora delle cose da fare": in particolare dare vita a un movimento che si opponga alla guerra in modo da evitare uno scontro nucleare.

Consiglio di sicurezza dell’ONU: peacekeeper tra Israele e Libano fino al 2011. La decisione è stata presa ieri all’unanimità da tutti e 15 i membri del Consiglio. I caschi blu dell’Unifil continueranno a svolgere il loro ruolo di forza di interposizione sul confine tra Israele e Libano fino al 30 agosto del prossimo anno.

La risoluzione votata ieri ha condannato duramente l’incidente di confine dello scorso 3 agosto, durante il quale si erano verificati scontri tra le forze armate israeliane e libanesi.
Il Consiglio di sicurezza ha inoltre affermato che tutte le parti in causa devono rafforzare il cessate il fuoco del 2006, prevenirne le eventuali violazioni, rispettare i confini della linea blu (la linea di armistizio decretata dopo la guerra tra Israele ed Hezbollah di quattro anni fa) e cooperare con l’Unifil.

Il contingente militare Unifil ammonta attualmente a 11492 unità di terra e 794 di mare impiegate nel pattugliamento delle coste libanesi.

La nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza si colloca in una fase di forti tensioni regionali. E' di ieri la notizia, data dal quotidiano kuwaitiano al-Rai e ripresa dalla testata israeliana Haaretz, secondo cui Hezbollah e l'esercito siriano avrebbero dato inizio a una cooperazione militare nell'eventualità di un futuro conflitto con lo Stato ebraico.

Secondo le fonti di al-Rai, il gruppo sciita libanese e la Siria avrebbero costituito un quartier generale congiunto per assicurare la piena cooperazione militare di aria, terra e mare in modo da contrastare un eventuale attacco nucleare israeliano.

Difficile valutare quanto ci sia di vero o amplificato nel reportage del quotidiano kuwaitiano. E', tuttavia, un fatto che ieri il presidente siriano Bashar al Assad abbia invitato il suo omologo libanese Hariri a sostenere Hezbollah e a mantenere l'ordine nella regione.

Nel corso dell'ultimo anno Hariri è stato più volte in visita a Damasco, la cui influenza sul Libano sembra essere nuovamente cresciuta dopo il ritiro delle sue forze armate nel 2005.

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