Amnesty International contro il folklore di Gheddafi


Chi in queste ore sta raccontando al Paese il soggiorno italiano di Gheddafi ha deciso di omettere dalle proprie cronache la contestazione che Amnesty International ha deciso di fare al colonnello attraverso una lettera pubblica inviata a Silvio Berlusconi.

Secondo l’associazione umanitaria il Presidente del Consiglio dovrebbe affrontare con l’esponente libico quanto sta accadendo nel proprio paese dove, stando alle informazioni diffuse dalla stessa Amnesty International, si persiste a torturare i prigionieri.

Libertiamo di Benedetto Della Vedova, omettendo quanto denunciato da Amnesty International, ha deciso di spiegare il benvenuto circense dato all’esponente politico fornendo ai propri utenti informazioni riguardanti l’accordo commerciale che l’Italia ha stipulato con la Libia.


Scrive
Stefano Magni per Libertiamo:

“Inutile fare gli idealisti. Gli affari con la Libia servono. Prima di tutto serve l’energia e la Libia ci fornisce circa il 10% del fabbisogno petrolifero nazionale. Non si può dunque condannare la visita in pompa magna di Gheddafi a Roma, nel nome dei “diritti” contro i “meri interessi economici”. Perché questi interessi sono i nostri, ogni volta su dieci che prendiamo l’auto o accendiamo la luce grazie al petrolio libico”.

Nel suo lungo intervento il giornalista pone l’accento anche sulla gestione degli immigrati pattuita dall’Italia con la Libia. Stando a quanto pubblicato dal sito del Governo, nella sezione dedicata all’accordo con Gheddafi, il nostro paese pagherà all’ex colonia 5 miliardi proprio per scusarsi di quanto successo nel passato. La somministrazione del denaro è stata diluita in oltre due decadi.

Con questi soldi l’Italia, inoltre, avrebbe tentato di risolvere il problema dell’immigrazione clandestina. Il condizionale è d’obbligo poiché come denunciato dalla Caritas nelle scorse settimane gli sbarchi non sono diminuiti. Anzi.

L’aumento del flusso migratorio irregolare, secondo quanto affermato Oliviero Forti (responsabile nazionale della Caritas), sarebbe stato causo proprio da alcune inadempienze commesse dalla stessa Libia che attraverso l’Italia vorrebbe più soldi dall’Europa per bloccare gli sbarchi dei clandestini.

Per stessa ammissione del Ministro degli Interni, Roberto Maroni, la diminuzione degli sbarchi non è concisa con con un calo sensibile dell’arrivo in Italia di persone extracomunitarie che raggirando la poca attenzione della Libia arrivano nel nostro paese o attraverso yacht di lusso o passando da Malpensa che secondo l’esponente leghista sta diventando la nuova Lampedusa.

Contrario agli accordi raggiunti dall’Italia e dalla Libia sulla gestione dell’immigrazione si è detto anche il settimanale londinese Economist che, oltre a sostenere la tesi della Caritas, ha spiegato ai propri lettori che gli accordi tra Silvio Berlusconi e Gheddafi hanno danneggiato l’intera Europa che oggi deve iniziare a presidiare gli altri canali utilizzati dai cittadini irregolari per introdursi nel continente.

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