Semi-tregua Berlusconi-Fini, ma la partita si gioca sul legittimo impedimento


Settembre, tempo di ritorno alla realtà. L'agenda politica si riempie di impegni e scadenze ed è bene tracciare un bilancio di quello che ci attende nei prossimi mesi. Varie sponde mediatiche ci informano di una sorta di piccola tregua tra il Presidente del consiglio e quello della Camera; tregua che il Cavaliere avrebbe ordinato per placare il clima in vista degli imminenti passaggi giudiziari chiave.

In poche parole la legge sul legittimo impedimento ha grosse possibilità di essere bocciata dalla Corte Costituzionale, ributtando Berlusconi nel fango del processo Mills, in cui rischia di grosso una condanna in primo grado, visto l'esito della prima parte della sentenza. Di qui la possibilità al vaglio del "gruppo legale" capitanato da Ghedini di modificare i termini di prescrizione, puntando a un allungamento del processo che ne causi la cancellazione per decorrenza dei termini.

In assenza di ciò il Premier potrebbe ritrovarsi condannato a primavera (sia pure solo in primo grado) aprendo un nuovo - pur se abitudinario in Italia - buco politico. E dunque nuovo tempo perso per salvare Berlusconi ad ogni costo e nuovi ritardi nei provvedimenti di cui il paese ha urgentemente bisogno. Insomma, la solita litania che ci portiamo appresso da quando il Cavaliere è al potere (nei brevi periodi in cui è stato all'opposizione meno, secondo voi perché?).

Come sempre in questa vicenda si scontrano le due parti: il centrosinistra forcaiolo e frustrato, che chiede la via giudiziaria per liberarsi dell'uomo che li ha condannati alla sconfitta elettorale perenne, e il centrodestra garantista di comodo che esplica il seguente ragionamento: "non me ne frega un accidente se Berlusconi è colpevole o innocente, lasciatelo governare perché solo lui può farlo".

Situazione non rosea, ma questa è l'Italia. E sullo sfondo, lo spettro delle elezioni anticipate...

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