Ore 12 - Fini contro Berlusconi: dai dardi di cerbottana alle palle di mortaio

altroIl primo a essere certo che Gianfranco Fini non cambierà linea e farà presto un nuovo partito è proprio Silvio Berlusconi.

Anche se il premier confida ancora sui dossier e sulle polpette avvelenate di Feltri che potrebbero incastrare il presidente della Camera e fargli saltare tutti i piani.

In effetti, l’ex leader di An, prima di sparigliare il mazzo, deve dire qualcosa più credibile sull’appartamento di Montecarlo e sulle intercettazioni Tulliani-Rai. Quisquiglie? Non per chi fa della legalità, della questione morale e del senso dello Stato la propria bandiera.

Fatto sta, non appena sciolto ufficialmente il “vincolo di sangue”, Fini darà ai suoi l’ok per la sassaiola contro il Cavaliere e i suoi inverecondi affari. Guerriglia chiama guerriglia. Anzi, si scende in campo aperto.

Fini, infatti, romperà il silenzio domenica prossima alla Festa tricolore di Mirabello. Voleranno cocci? Salteranno altarini?

Da consumato politico, Fini userà toni bassi ma sarà una dura requisitoria politica: no al processo breve (porcata), sì a una legge sul conflitto di interessi, sì a una nuova legge elettorale.

Insomma, non si resetta niente, la frattura fra il fondatore e il cofondatore del Pdl segue il suo corso e giunge all’epilogo. Si apre la fase finale, si passa dai segnali di fumo e ai dardi di cerbottana ai colpi di mortaio, che piombano in verticale sul “nemico”.

Nel mirino c’è Berlusconi: a casa lui, via la seconda Repubblica!

Ecco perché Fini ha pronto il nuovo partito: Futuro e Libertà, lancio all’inizio di novembre nella convention di Generazione Italia a Perugia. Cambiano le stagioni: fioritura in autunno?

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