Il nuovo Tg La7 e lo spazio dedicato dai Tg italiani alle forze politiche


Assistendo ieri per la prima volta al nuovo Tg di Enrico Mentana su La7 mi sono imbattuto in un servizio - o per meglio dire un diagramma - davvero originale nel panorama telegiornalistico italiano. Vi era sezionata la suddivisione dello spazio temporale dedicato alle varie forze politiche ed erano presi in analisi tutti e 7 i Tg principali.

Lo scopo del servizio in origine era dimostrare che in linea generale l'area finiana stava godendo di un trattamento decisamente privilegiato rispetto al suo reale (o per meglio dire presunto) valore numerico, sia dall'area "di governo" (Tg1, Studio Aperto) che dall'opposizione (Tg3) per finire con quella meno schierata (Tg2, Tg5, TgLa7). Faceva eccezione solo il Tg4 in cui il diabolico Emilio Fede compie evidentemente dell'ostracismo, ignorando Futuro e Libertà senza troppi problemi.

Ma a parte questo concetto, tutto sommato relativo vista anche l'assenza di notizie del periodo agostano, ciò che balza all'occhio è l'incredibile sproporzione del minutaggio dedicato al Pdl rispetto al Pd e alle altre opposizioni. Vero è che spesso si parla per parlar male (il caso del Tg3 che dedica il doppio del tempo al Pdl non a caso) ma nel complesso il problema resta.

Ecco perché un Tg "normale", secondo il concetto espresso anche da Piero Grasso, come quello de La7 è ciò di cui si sentiva urgentemente il bisogno in un paese ingessato come l'Italia. Problemi di ritmo a parte (il vecchio Tg5 di Mentana onestamente era un'altra cosa) finalmente si avverte il tentativo di affrontare gli argomenti da una posizione neutrale e senza chiari orientamenti editoriali.

Almeno per ora.

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