Raixe Venete: 150 anni de cosa? La manifestazione degli indipendentisti veneti

festa dei veneti cittadellaOggi - proseguirà anche domani e domenica - parte una manifestazione che è un segno dei tempi: non fossi in un'altra regione e avessi altri impegni, ci farei davvero un salto. Non tanto per affinità d'idee, anzi: ma per annusare un po' l'aria che tira in Veneto. E che aria tira in quel di Cittadella, in provincia di Padova?

Aria di festa, per la Festa dei Veneti. Il sottotesto è chiaro: una non velata critica alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. A organizzare il tutto Raixe Venete, organizzazione venetista: il sito è in parte bilingua, in italiano e in veneto, poi in in basco, dialetto delle Faroer, in qualunque idioma autonomista. Della singolare iniziativa che hanno in programma leggiamo qualcosa sempre sul Mattino di Padova.

Una specie di festa di partito - incontri, concerti, convegni, rievocazioni storiche - ma, a detta degli organizzatori, apartitica. Mi ha colpito la riedizione del referendum per l'annessione del Veneto all'Italia, di cui si parla sempre sul maggiore quotidiano locale...

Che la riproposizione del plebiscito del 1866, pur in contesto di «conserti, muxica, tradisiòn, cabaret, prodoti tipisi, rievocasion storiche e tanto altro 'ncora», rappresenti comunque un'iniziativa seria, anzi serissima, lo testimonia il fatto che, come fanno sapere gli organizzatori, stamani a mezzogiorno, alla presentazione ambientata in municipio a Cittadella, ci saranno il sindaco-onorevole Massimo Bitonci, componente della commissione Bilancio della Camera, e l'assessore regionale all'Identità Veneta Daniele Stival, che la prima tessera della Liga Veneta l'ha sottoscritta nel 1993

...mentre il comunicato ufficiale lo spiega così:

i Veneti potranno constatare personalmente le condizioni in cui i loro antenati furono costretti ad esprimere il proprio voto in occasione del referendum di annessione all'Italia del 21 e 22 ottobre 1866. Gli organizzatori della Festa dei Veneti domenica 5 settembre allestiranno un seggio elettorale del tutto somigliante a quelli utilizzati nel 1866, con schede di colore diverso, da inserire, dopo aver depositato le proprie generalità, nell'urna del Sì o del No, sotto lo sguardo di un carabiniere. Il tutto ad un solo scopo: dimostrare che si trattò di una truffa, di una votazione pilotata, senza il rispetto di alcuna regola democratica, tanto meno della privacy degli elettori. Con una possibilità in più rispetto a quanto avvenuto 144 anni fa: quella di ripetere il voto e ribaltarne l'esito “bulgaro”: 647.246 Sì, 69 No.

Non ho il minimo dubbio che sarà un plebiscito: in senso opposto a quello del 1866.

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