Casini, lucida ... confusione

Pier Ferdinando Casini, intervistato da "Repubblica tv", prova a chiarire la posizione dell’Udc (o Partito della Nazione?).

Sul processo breve il premier, secondo l’ex presidente della Camera, “deve dire con chiarezza agli italiani la sua visione, ma eviti di affossare definitivamente il sistema giudiziario per liberarsi dei processi che lo riguardano". Ci sono questioni enormi che rischiano di andare al macero se si fanno questi provvedimenti, da Parmalat a Thyssen, e io non me la sento".

Poi aggiunge: "Berlusconi non è un santo ma probabilmente non e' neanche un diavolo. Ha probabilmente fatto cose discutibili come altri imprenditori, ma da quando è sceso in politica c'è stato un accanimento giudiziario, cosa che non è successa con altri".

Conferma che, nonostante le ripetute offerte del premier, non voterà la fiducia ai famosi cinque punti che verranno presentati in Parlamento dal governo, "voteremo la sfiducia al governo come abbiamo sempre fatto, ma potremo dare qualche buon consiglio".

Al Pd: "Aspetto di sapere dal Pd se il modello Marche è un modello o un'anomalia", spiega, "se Bersani mi dirà che le Marche per lui sono un modello allora risponderò a questa domanda".

Di certo, chiarisce, "se devo imbarcarmi in un'alleanza che sia la riproposizione del governo Prodi, dico 'no grazie'". Casini rifiuta una larga coalizione elettorale che arrivi fino ai partiti della sinistra.

Sul sistema elettorale il leader centrista si muove dalla consueta proposta di un proporzionale alla tedesca e lancia il "provincellum", che secondo Casini potrebbe "conciliare le idee di D'Alema e di Veltroni". Cioè: "Un meccanismo elettorale alla tedesca con i collegi uninominali, salvaguardando il principio di proporzionalità. Si terrebbe lo sbarramento al 5 per cento e si eleverebbe la possibilità di avere un premio di proporzionalità, cosa che in nessun Paese d'Europa è abbinato allo sbarramento.".

Ma, per questo, oggi la maggioranza non c’è. "Una maggioranza – dice Casini- si può trovare in una fase politica diversa. Oggi non c'è, ma non escludo che non ci sia da qui alla fine della legislatura. Noi lavoriamo in silenzio".

Avevamo capito male: pensavamo che bisognasse lavorare alla luce del sole, con la partecipazione degli italiani.

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