Grillo e Di Pietro, così non va! Perchè si passa dalla ragione al torto ...

Quando a viola e grillini che alla Festa del Pd di Torino lo contestano violentemente dice: “Siete antidemocratici”, Renato Schifani ha ragione.

Forse è l’unica volta che ce l’ha, questa benedetta ragione, perché, come dice il Colle: “E’ una gazzarra intimidatoria che segnala un clima di degenerazione”.

Uno come Schifani va fatto parlare, anche perché non ha nulla da dire. Impedirgli di esprimersi, è un “regalo” al presidente del Senato e al premier Berlusconi per proseguire nell’opera nefasta di far degenerare il clima politico e civile.

Non si tratta, però, solo di una gazzarra indecente, di atti “squadristici”, bensì di un errore politico. Perché?

Perché ribalta la realtà: chi ha torto passa dalla parte della ragione, e viceversa. La storia lo insegna.

Di Pietro, ex pm, è fuori strada perché i difensori della legalità e della democrazia hanno innanzi tutto il dovere di rispettare e difendere (anche per i “nemici”, come diceva Voltaire) per primi legalità e democrazia, che deve valere per tutti.

Le esternazioni di Grillo, poi, “Siamo solo all’inizio”, si commentano da sole, battute da bettola e anticipatrici di nuove e ben più marcate sconfitte per l’Italia vera e dalle mani pulite.

Beppe Grillo e anche “questo” Di Pietro restano l’ultima carta vincente per Berlusconi.

Invece che all’inizio, c’è da sperare di essere alla fine. Di Berlusconi e dei suoi … “sodali” amici e nemici.

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