Rassegna stampa estera: la visita di Gheddafi in Italia


La recente visita del Colonnello Gheddafi in Italia è stata molto discussa, non solo nel nostro paese ma anche all'estero, dove varie testate giornalistiche hanno dedicato spazio all'avvenimento. Tra queste il britannico Daily Telegraph, che ha scritto:

Le relazioni sempre più strette tra Berlusconi e il Colonnello Gheddafi stanno diventando una fonte di imbarazzo per il primo ministro italiano secondo I parlamentari dell’opposizione e perfino secondo alcuni membri del governo. (..) L’Italia sta diventando una Disneyland per le “vanità senili” di Gheddafi, ha scritto Fare Futuro, una fondazione politica legata a Gianfranco Fini, un autorevole esponente del governo (sic) con il quale Berlusconi ha recentemente avuto una serie di drammatici disaccordi

In Francia L'Express si è concentrato sulle giustificazioni addotte dal primo ministro italiano:

Allora che ne dice il Cavaliere? Ha intenzione, come richiede la sezione italiana di Amnesty International, di rievocare le “gravi violazioni” dei diritti dell’uomo in Libia? Sembrerebbe di no : “Alla fine, tutto questo è solo folclore” ha dichiarato Silvio Berlusconi, senza preoccuparsi e tentando di smorzare la polemica. Tentativo infruttuoso: la fondazione Farefuturo, vicina a Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati, che ha recentemente rotto con Silvio Berlusconi, ha affondato il coltello dichiarando che “l’Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi”. Il programma dei festeggiamenti italo-libici d’altronde non si è ancora concluso: Silvio Berlusconi accompagnerà il suo amico all’inaugurazione di una mostra fotografica nel pomeriggio di lunedì. Sempre che quest’ultimo abbia terminato il suo giro di acquisti a piazza Navona dove ha già speso 300 euro in anelli da quattro soldi. E, calata la notte, Berlusconi offrirà a Gheddafi l’iftar, il pasto di fine digiuno del ramadan, alla presenza di 800 invitati, dopo una grande parata equestre a cui parteciperanno 30 purosangre berberi e i relativi cavalieri portati in Italia con un aereo speciale da Tripoli

L'austriaco Wirtschaftsblatt ha invece approfondito lo spinoso tema degli investimenti libici nelle banche italiane:

Hanno scatenato polemiche le voci secondo le quali gli investitori libici, in seguito alla visita di Gheddafi a Roma, intendono aumentare la loro partecipazione a Unicredit dal sette al dieci per cento. I libici sono già senza dubbio i principali azionisti della banca del nord Italia. Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che il governo Berlusconi garantisce la “piena trasparenza” su tutti gli investimenti libici in Italia. Il Ministero degli Esteri avrebbe istituito un apposito comitato strategico per controllare il ruolo dei fondi statali stranieri nell’economia italiana. “Vogliamo assicurare procedure trasparenti che siano conformi alle norme internazionali. E’ quello che abbiamo fatto con i fondi statali del Qatar e del Kuwait e lo faremo anche con quelli della Libia”, ha detto Frattini. Il governo Berlusconi mantiene relazioni molto amichevoli con Gheddafi, con il quale il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi due anni fa ha sottoscritto un trattato di amicizia.(..) Gli investitori stranieri in questo momento hanno un ruolo importante nelle banche italiane. Il Fondo Statale Aabar – controllato dall’Emirato di Abu Dhabi – a giugno è diventato il secondo azionista della banca italiana con il 4,99 per cento. Il Fondo, che dispone di un patrimonio di circa € 8 miliardi di euro ed è anche il più grande azionista della Daimler, aveva investito per la prima volta nella banca in obbligazioni convertibili in occasione dell’aumento di capitale della Unicredit, nel 2008. Il Fondo di Abu Dhabi ha sostituito la Cassa di Risparmio Fondazione Cariverona come secondo maggiore singolo azionista

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