Rassegna stampa estera: l'Italia e gli omosessuali


La recente ondata di aggressioni anti-gay nel nostro paese (per saperne di più date un'occhiata a Queerblog) ha fatto notizia anche al di là delle Alpi e del Mediterraneo, guadagnandosi titoli sulle pagine della stampa estera.

Il francese Libération ha parlato esplicitamente di "Omofobia dichiarata in Italia":

Due omosessuali che si stavano scambiando un bacio sono stati aggrediti ed insultati nei pressi di una discoteca a Pesaro, nelle Marche, nella notte tra il 27 e il 28 luglio. Gli aggressori, due uomini ed una donna, hanno aggredito la coppia con delle bottiglie scheggiate e riempiendoli di calci. Ad una delle vittime sono stati accordati venti giorni di inabilità temporanea al lavoro. È stata depositata una denuncia contro ignoti per aggressione. Per l’Arcigay di Pesaro, un’associazione a difesa dei diritti degli omosessuali, questa aggressione si riconduce ad un contesto generale di “omofobia dichiarata”. All’inizio di luglio, un coro gay era stato escluso senza motivazioni da un festival organizzato in collaborazione con la municipalità di Pesaro. Inoltre, il consiglio comunale, grazie ai voti congiunti della maggioranza di sinistra e dell’opposizione di destra, aveva respinto una mozione per la creazione di un registro delle unioni civili. Infine « a pochi passi da noi, il comune di Fano ha respinto recentemente una proposta per la creazione di un osservatorio per l’omofobia adducendo come motivazione che era inutile. Bisogna aspettare che ci sia un morto per capire a che punto l’omofobia sia diffusa nella nostra società ? » si chiede l’associazione. In ottobre una proposta di legge contro l’omofobia, presentata dalla deputata di sinistra Paola Concia, si era scontrata contro lo sbarramento della destra e del centro, che avevano fatto decadere il progetto.

Il britannico Guardian ha titolato "Estate dell'omofobia in Italia":

Sono arrivato in Italia e ho appreso dai giornali che quest’estate viene denominata “l’estate dell’omofobia”. Si sono verificati una serie di incidenti in cui alcune persone omosessuali sono state attaccate oppure cacciate dalle spiagge in seguito ad effusioni amorose in pubblico. Nell’ultimo incidente verificatosi a Ostia, vicino Roma, una coppia di uomini è stata costretta a lasciare la spiaggia dopo che i bagnanti si sono lamentati perché questi s’erano baciati sulla bocca. A Torre del Lago vicino Lucca, una cittadina in riva al lago famosa per essere il luogo natìo di Giacomo Puccini, e oggi anche per essere un posto di villeggiatura per omosessuali, un bacio simile tra due uomini ha fatto scattare minacce di multe, e a Cagliari, il capoluogo della Sardegna, la minaccia d’arresto. A Pesaro sull’Adriatico, residenza estiva del defunto Luciano Pavarotti, due omosessuali che s’erano anche loro baciati, sono stati costretti alla fuga da una pioggia di bottiglie. A Pescara, in Abruzzo, una donna è stata multata per essersi spalmata della crema solare sul seno nudo, tuttavia non ci sono state casi di proteste contro i baci etero. Paola Concia, la prima parlamentare italiana apertamente lesbica, ha dichiarato: “Come se un bacio diventasse improvvisamene osceno e illegale perché se lo scambiano due persone dello stesso sesso”. Lei e altri attivisti per i diritti degli omosessuali hanno deciso di rispondere organizzando la protesta di massa a suon di baci chiamata “Tanti Baci contro l’intolleranza”. (..)n Italia, come dappertutto, ci sono leggi contro gli atti osceni in pubblico, ma il baciarsi non viene considerato osceno tranne che agli occhi di qualcuno quando sono due omosessuali a farlo. Ma come ha scritto un commentatore su La Repubblica, “In quale Paese libero e civilizzato è vietato baciarsi?”.

In Sud America Terra Brasil ha notato con sorpresa che "L'Italia potrebbe avere il primo premier gay della sua storia" - in un articolo dedicato ovviamente al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola:

Dopo gli ultimi avvenimenti politici Vendola si presenta come possibile successore di Silvio Berlusconi se nel paese ci saranno elezioni anticipate in seguito ad una eventuale caduta del governo. Vendola è omosessuale, attivista per i diritti civili e attualmente governatore della regione Puglia. Il suo nome diventa sempre più forte nei recenti sondaggi tra gli elettori. (..) Il nome principale della sinistra antiberlusconiana sarebbe oggi quello di Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del Partito Democratico (PD). Nelle stanze del PD nel frattempo si rafforza il nome di Nichi Vendola. Un sondaggio dell’ IPR Marketing commissionato dal quotidiano La Repubblica mostra una situazione favorevole al governatore: se le elezioni si tenessero oggi, gli elettori di centrosinistra preferirebbero Vendola a Bersani con un 51% contro un 49%. Per il 49% degli elettori Vendola avrebbe possibilità reali di battere Berlusconi alle urne, mentre solo il 31% crede nella vittoria di Bersani. Nato in Puglia nell’agosto del 1958, Nichi Vendola viene da una famiglia di comunisti. (..)Promotore e cofondatore dell’Associazione lesbica e gay italiana (Arcigay) e della Lega italiana per la lotta all’Aids (Lila), Vendola si dichiarò pubblicamente gay a vent’anni, su un giornale della sua città natale, la piccola Terlizzi. Tuttavia si definisce “omosessuale” e non “gay”. Dice che la parola “gay“ è ipocrita, un falso sinonimo che tenta di nascondere l’asprezza della parola “omosessuale”. “È stato importante in un periodo in cui fare outing era rischioso, oggi dovremmo liberarci di questo”, ha sostenuto nella stessa intervista. “Non abbiamo mai avuto un candidato a premier dichiaratamente omosessuale” ricorda Giacomo Pacini, storico della politica italiana del secolo XX. Comunista e cattolico, a differenza dei comunisti storici – normalmente atei – Vendola cita la Bibbia in varie occasioni pubbliche e non perdona il modo in cui il sistema comunista fu applicato in paesi come la Russia, che definisce “una tragedia”. Tuttavia ritiene che la Rivoluzione del 1917 all’epoca presentava importanti mutamenti sociali. Uno dei quali fu l’abolizione del reato penale di omosessualità, che più tardi venne reinserito.

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