Elezioni anticipate: si voterà davvero a novembre?

elezioni anticipateDopo quella che passerà alla storia come la svolta di Mirabello, rimangono alcuni interrogativi. Il primo, riguarda la tenuta del governo in carica, la sua capacità di portare fede agli impegni presi con gli elettori: ci riuscirà? Il secondo interrogativo: quanto tempo ci vorrà perché il primo punto di domanda si risolva con un "No".

Sì, perché è solo questione di tempo: e il governo Berlusconi al momento è cristallizzato, fermo. Non possono fare niente, è una posizione di scacco, quella in cui è ridotto. D'ora in poi, sarà solo peggio: mi sembra che non si calchi abbastanza la mano su questo fattore, che è davvero centrale nello scenario di questi mesi.

Il momento in cui si concretizzerà che non c'è niente da fare, che l'idea dei finiani di costringere a una mediazione che riporti il Parlamento a concentrarsi meno sui problemi personali del Primo Ministro e più su quelli del Paese, ci porterà alle elezioni. Pensateci: pensate a due temi...

Pensate ai fiumi di inchiostro sprecati sul Processo Breve, alle migliaia di ore perse nel dibattito politico per uno scudo per il premier, all'immane perdita di tempo per salvare un uomo solo al potere. Ci avete pensato? Bene: ora pensate ai giorni di governo senza un Ministro per lo Sviluppo Economico.

Malgrado le sue deleghe siano state smistate su altri ministeri, le dimissioni di Claudio Scajola, l'uomo del nucleare in Italia, sono uno scandalo: ne avevamo parlato quando i "giorni senza" erano ottanta, già un'enormità. Sapete quanti sono ora? Centoventisei (126)!

Bene: ora pensate al divario enorme che c'è tra lo sforzo fatto per risolvere problemi che tutto sommato riguardano una sola persona, o pochi eletti (in ogni accezione possibile...), penso anche al ddl Alfano Intercettazioni, per esempio, oltre che al clamoroso buco allo Sviluppo Economico.

Come si esce da questo impasse? Semplice: con delle elezioni.

Oggi Francesco Bei su Repubblica, sostiene l'ipotesi di elezioni a novembre:

ormai lo sbocco elettorale - a fine novembre come vuole Bossi - è diventato per tutti lo scenario più realistico

Realistica, ma potrebbe anche essere prima di novembre. Massimo Franco invece, uno degli editorialisti di punta del Corriere della Sera non si sbilancia, e parla genericamente di elezioni "a breve scadenza"

La richiesta di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi di incontrare il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, punta alle dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera. Il vertice notturno fra Pdl e Lega ha sancito infatti che «non è super-partes». Apre una fase di tensione per l’intero sistema. E lascia aperto qualunque epilogo: perfino quello di elezioni anticipate a breve scadenza. Il discorso pronunciato domenica a Mirabello dalla terza carica dello Stato ha accelerato una resa dei conti nella maggioranza, che si scarica sulle istituzioni del Paese

Insomma: ci si va a incagliare. Anzi: si è già in secca.

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