Si torna a votare? A sinistra la confusione è totale


I media sono tutti concentrati sulla crisi della maggioranza, sulle elezioni anticipate sempre più probabili, sullo scontro istituzionale provocato dalle richieste di dimissioni nei confronti di Fini. Ma intanto a sinistra, oltre al paradosso di un'opposizione che non vuole andare a votare, regnano confusione, litigi e scontri sulla futura coalizione che si presenterà alle urne, nel caso di scioglimento delle camere. Ecco un riassunto delle ultime vicende nel centrosinistra

- Vendola boccia sonoramente la proposta di "Nuovo Ulivo" avanzata da Bersani. Definisce questa formula come vecchia, già sconfitta in passato e inutile e invita il Pd a smetterla di temporeggiare, tentando di ottenere sponde e alleanze da Fini e Casini, invece di concentrarsi sulle primarie

-Casini invita il Pd a ragionare su chi avere come interlocutore privilegiato e immediatamente gli risponde E.Letta definendo Di Pietro incompatibile con il progetto dei democratici, soprattutto dopo l'appoggio alla contestazione a Schifani. Un altro esponente dell'ala centrista del Pd, Boccia, avanza chiaramente la proposta di mollare Di Pietro e tentare l'aggancio all'Udc (come da impostazione dalemiana per intenderci)

-Renzi è sempre più un ribelle all'interno del Pd. Ha definito il Nuovo Ulivo una formula da sbadiglio, ha detto che non voterebbe mai Bersani alle primarie e ha attaccato fortemente i tentativi di imbarcare Fini. Immediatamente è stato attaccato dai leader del loft e dal governatore toscano Rossi e accusato di lavorare per affondare "la ditta piddina"

Insomma le polemiche non mancano e sembra veramente difficile immaginare su che basi e con quali interlocutori si possa costruire un'alleanza. Il Pd si trova tra due fuochi: chi vuole aprire al centro verso Casini e Rutelli (o addirittura Fini) e chi invece chiede di concentrarsi a sinistra (alleandosi con Idv, Vendola e forse anche i comunisti di Ferrero). Una soluzione simil Unione con pure i centristi sembra oggettivamente impossibile visti i diktat reciproci tra Casini e Di Pietro.

Dubbi fortissimi anche sulle primarie, non si sa innanzitutto se tenerle visto che in molti nel Pd vorrebbero forzare la mano imponendo la candidatura a premier di Bersani. Vendola spinge per farle il più presto e se si facessero non mancherebbe un candidato dell'Idv. Senza contare che all'orizzonte sembrano possibili le discese in campo di Chiamparino o addirittura il ritorno di Veltroni.

E queste continue e futili discussioni su Nuovo Ulivo, Alleanza Democratica, Comitato di Liberazione ecc sembrano solo dimostrare che si perde tempo sulle forme senza concentrarsi sui contenuti.

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