Elezioni anticipate: il Senato di domani secondo Noise From Amerika

elezioni anticipate date Le elezioni anticipate sono sempre più concrete: come spiegavamo ieri, è solo questione di date, la Lega spinge per il prima possibile - novembre, dicembre, ma c'è anche chi azzarda addirittura ottobre - mentre Berlusconi è più possibilista per andare alle urne a primavera. Esistono già le date precise: 27-28 novembre, 4-5 dicembre, o marzo-aprile 2011.

Su Noise From Amerika - vi ricordate di loro e del libro su Tremonti che avevamo recensito? - in questi giorni ci sono delle analisi e delle previsioni molto interessanti e ben documentate su come potrebbe andare a finire la prossima consultazione elettorale. Vi consiglio di perderci qualche minuto, qui sotto un quote delle considerazioni finali sul Senato:


Prima di analizzare le 5 restanti regioni del Centro-Sud avevamo raggiunto la conclusione che alla destra servivano circa 60 seggi in questa area per governare con un minimo di tranquillità, e almeno 55 per raggungere una maggioranza risicata. Ne dovrebbe prendere 6 in Calabria e 17 in Campania. Il resto è tutto per aria.


Lo scenario più da incubo per la destra è quello in cui perde il premio di maggioranza in Lazio, Puglia e Sicilia, uno scenario a bassa probabilità ma non impossibile. In tal caso il PdL otterrebbe 11 (Lazio) +8 (Puglia) + 8 (Sicilia) =27 seggi, ma potrebbe anche andar peggio se il centro risulta essere più forte. Questo porta il totale a 50 seggi, che non sono abbastanza nemmeno per una maggioranza risicata.

Se il PdL conservasse il premio di maggioranza in Sicilia il totale andrebbe a 57 seggi, veramente il minimo indispensabile. Se dovessi azzardarmi ad attaccare un numero, senza alcuna tecnologia sofisticata dietro, direi che la probabilità per la destra di perdere il Senato è intorno al 60%.

Direi quindi una situazione di grande incertezza. La coalizione di centrodestra si trova nuovamente di fronte alla pesante contraddizione territoriale che aveva già caratterizzato l'elezione del 2008. Non può vincere senza la Lega ma nemmeno può vincere senza la componente assistenzial-clientelare del mezzogiorno.

Quanto a lungo tali componenti potranno stare assieme è impossibile dire. Di certo questa appare situazione assai poco propizia all'attuazione di qualunque riforma, e di quella federale in particolare.

Soprattutto l'ultimo dei punti è cruciale: il federalismo. Vi ricordate del vecchio post a tema "Lega Nord: a quando il federalismo?" l'avevate scelto voi lettori. Bé, direi che quanto scritto ai tempi è valido ancora.

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