I fumogeni a Bonanni e la stagione di lotta che non vedremo

raffaele bonanni contestazione torinoIeri è stato offerto enorme risalto alla contestazione di cui è stato oggetto Raffaele Bonanni, leader CISL, alla Festa dell'Unità Nazionale di Torino. Anche oggi i giornali dedicano pagine e pagine agli eventi: Repubblica piuttosto avanti nello sfoglio, alle pp 12 e 13, mentre il Corriere sceglie la contestazione come apertura, alle pp 2 e 3.

Ho solo questi due quotidiani sottomano, ma non credo che altrove la situazione sia particolarmente diversa per quanto riguarda l'impaginazione. Ciò che conta è altro: ovvero il classico caso in cui una serie di indizi, non fanno una prova. Sembra un periodo di grande contestazione, di "gente in piazza": non lo è.

Perché? Perché è contestazione, ma senza "vera" partecipazione: pensateci. Nelle ultime settimane c'è stata la contestazione a Marcello dell'Utri a Parolario, poi un altro tentativo sempre contro dell'Utri, e ancora i fischi contro Schifani alla Festa Democratica di Torino, e infine ieri ancora all'ombra della Mole.

Senza contare le proteste dei lavoratori - precari della scuola, in primis - in giro per l'Italia: ma quello è un altro genere di manifestazione del dissenso, un metodo giusto, positivo, non lo affronteremo ora. Andiamo ad analizzare queste contestazioni pubbliche: quattro episodi, quattro indizi, nessuna prova di autentica partecipazione.

Partiamo dalla contestazione a Dell'Utri in quel di Como: chi troviamo? Nessun gruppo davvero organizzato:

L’Anpi (l’associazione nazionale partigiani) di Como distribuiva un volantino in cui criticava la scelta di “aver invitato un condannato per mafia, noto per le sue numerose dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini”.

Il locale Comitato per la difesa della Costituzione, invece, nel suo volantino non lo nominava neppure, Dell’Utri, ma faceva un elenco dei morti ammazzati, da Giorgio Ambrosoli a Carlo Alberto Dalla Chiesa, contrapposti al mafioso Vittorio Mangano, sotto il titolo “Felice il popolo che non ha bisogno di eroi”.

Qualcuno di Rifondazione comunista fa partire il coro: “Bella ciao”, che unisce giovani e vecchi, antimafiosi e antifascisti. Stupiti loro stessi di essere così tanti. Rigorosi ma pacifici. Nessun gruppo organizzato da catalogare come “estremisti dei centri sociali”, solo ragazze e ragazzi in t-shirt e canottierina, o cittadini più maturi, sorridenti e felici, per questo pomeriggio di sole in riva al lago di Como


Da precisare che l'ANPI ha successivamente preso le distanze da quanto accaduto.

La seconda contestazione a Dell'Utri, è stata orchestrata da Corsari Milano, gruppo di attivisti senza un particolare seguito, e che un seguito, mostra di non voler neanche averlo: di non cercarlo, di non desiderare di allargare la contestazione anche oltre il vandalismo notturno alle sedi di partito o alle manette giganti a Dell'Utri.

Passiamo poi a Renato Schifani: sabato scorso, sempre in quel di Torino, il presidente del Senato è contestato dai "grillini", epiteto che vuol dire tutto e niente - propendo più per la seconda ipotesi - e forse è l'unica situazione in cui i contestatori hanno una base, per quanto "liquida", ma ce l'hanno. Le Liste Cinque Stelle non andarono male alle scorse elezioni regionali, qualche loro consigliere fu eletto.

Perché viene impedito a Schifani di parlare? Vai a sapere... qui bisognerebbe risalire indietro di qualche mese, vi ricordate di Gaspare Spatuzza? Ecco: se non vi sovviene nulla, rileggete questo vecchio post - siamo a fine novembre 2009 - per capire la basi della contestazione a Schifani con maggiore cognizione di causa.

E arriviamo infine a Raffaele Bonanni, storia di ieri, a Torino: alla Festa Democratica. Bonanni viene colpito da un fumogeno, in quanto "nemico dei lavoratori". Personalmente, non nutro nessuna fiducia in nessun tipo di sindacato, principalmente perché ne osservo lo scollamento totale con il tempo in cui viviamo, ma è un'altra storia e mie opinioni contano poco.

Bonanni non è certo un santo, ma contestazioni del genere - lanciare un fumogeno sotto un tendone pieno di gente... - danneggiano solo i lavoratori, inasprendo l'aria già non buona che tira. Se n'è accorta anche la FIOM:

Dal palco di Orbassano, dove il sindacato sta celebrando la sua festa, a pochi minuti dall'accaduto il segretario provinciale Federico Bellono sottolinea come "episodi come questo non aiutano le iniziative di chi, come noi, ha posizioni molto diverse da Bonanni. Anzi, rischiano piuttosto di creare un clima del tutto sbagliato". Il numero uno regionale della Fiom, Giorgio Airaudo, è ancora più netto: "Metodi di questo tipo non appartengono alla democrazia che chiediamo per tutti i lavoratori e i sindacati. Quella democrazia che purtroppo manca nei luoghi di lavoro e che, se ci fosse, consentirebbe ai lavoratori di decidere e impedirebbe strumentalizzazioni come quelle che ha subito Bonanni"

Chi ha voluto prendersela con Raffaele Bonanni? Galassia antagonista, centri sociali torinesi.

Per chiudere: quattro episodi che ci raccontano come la partecipazione autentica, dei lavoratori, dei precari, sia lontana anni luce da tutto questo. E che, spiace dirlo e malgrado i motivi ci sarebbero, non c'è nessuna stagione di lotta in arrivo.

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