Il Tg1 gestione Minzolini continua a perdere, anche, spettatori


I giudizi sui programmi televisivi, in special modo su quelli che vengono finanziati con soldi pubblici, possono divergere parecchio, in base alla sensibilità degli spettatori e magari al loro orientamento politico e culturale. Ma di solito, come è avvenuto anche per Annozero e Ballarò, si guarda all'audience della trasmissione, alla sua qualità e ai suoi costi.

Nel caso del Tg1, il telegiornale che dovrebbe rappresentare la punta di diamante dell'ammiraglia Rai, è difficile scorgere dati e aspetti che possano consentire una valutazione positiva della gestione Minzolini. Anche tralasciando la fama di giornalista di servizio della maggioranza e soprattutto del premier Berlusconi che il direttore si è guadagnato, è impossibile non notare la qualità bassissima del prodotto, soprattutto a causa di scelte editoriali che mettono in primo piano notizie di costume, curiosità e amenità varie. Del tutto svanite le inchieste e i servizi sgraditi al clima di pace, amore e ripresa economica che i popolani della libertà vorrebbero far transitare come giusto approccio agli eventi dell'Italia e del mondo.

A fronte di una credibilità e di una scelta editoriale imbarazzante quanto schierata non si registra però un aumento degli spettatori, a ulteriore conferma del binario morto imboccato: 850 mila spettatori perduti secondo Repubblica (100 mila secondo la questura...) sembrano il sintomo evidente dell'impopolarità di una scelta editoriale di cui Mentana e La 7 sembrano i principali beneficiari.

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