L'ultima idea di Calderoli: sciogliere una camera sola per esautorare Fini


È noto come Roberto Calderoli ne sappia una più del diavolo, e spesso trovaisoluzioni inaspettate basandosi sui regolamenti delle camere o semplicemente sulla Costituzione stessa, come in questo caso.

La Costituzione, anche non essendosi mai verificato il caso pochi ne sono a conoscenza, prevede infatti la possibilità di sciogliere una camera sola e andare a elezioni per così dire "dimezzate". L'idea del colonnello leghista, già proposta a Berlusconi, è dunque di salire al Colle per chiedere a Napolitano di sciogliere soltanto la Camera dei Deputati; il tutto non per ragioni numeriche ma solo per eliminare di fatto la pesante carica di Gianfranco Fini.

Dal punto di visto delle cifre infatti poco cambia tra Camera e Senato. Il conto più o meno è lo stesso. L'ultimo piano alternativo ad elezioni anticipate è un accordo con il manipolo di rappresentanti dell'Mpa di Lombardo, includendo magari anche qualche "peone" liberaldemocratico e di Noi Sud per rimpizzare i finiani e guadagnare una maggioranza risicatissima.

Evidenti i problemi di quest'ultima soluzione, che bene o male si basa sul "buon cuore" dei Futuristi e degli Udc che potrebbero votare a favore di volta in volta. Alla fine tutto ruota intorno al responsabile della caduta del Governo, che si pensa possa subirne il contraccolpo in fase di voto. Lega (forse) a parte. Scongiurato il rischio di elezioni a novembre (non ci sono più i tempi tecnici) Berlusconi probabilmente opterà per andare avanti senza accordi con i finiani, in attesa che votino contro al primo provvedimento proposto dall'esecutivo.

A quel punto il "colpevole" sarà stato identificato e voto sarà. Amen.

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