A un Berlusconi "sbiellato" corrisponde un Di Pietro "grippato"

E’ (dicitur) il principio fondamentale dell’universo: a una azione corrisponde una reazione uguale e contraria. E’ così, più o meno anche nel piccolo teatrino della misera politica italiana.

Il premier lancia affondi da bar dello sport? Tosto, il leader dell’Idv gli risponde a mo’ di fan da curva sud.

Ai 132 coordinatori locali dell’Italia dei Valori, a Clanezzo (Bergamo), Antonio Di Pietro afferma perentoriamente: “Silvio Berlusconi, malato psichico e terrorista politico”. E giù applausi.

Andando a sfogliare la storia della nostra Repubblica mai si troverà una frase del genere fra Togliatti e De Gasperi, fra Nenni e Fanfani, fra Pajetta e Almirante.

C’era una durissima lotta politica solcata da ideologie divisorie ma il confronto e lo scontro era sui contenuti, nel riconoscimento e nel rispetto di tutte le posizioni. Caso mai, quando si tiravano in ballo le persone, prevaleva la stoccata ironica.

L’imbarbarimento della politica prosegue. E’ questo il “capitale” della tanto declamata seconda Repubblica?

Al Cavaliere serve l’ex Pm formato “bombarolo”. Con gente come di Pietro (che in prospettiva elettorale getta benzina sul fuoco perché l’Idv arranca nei sondaggi) ci sarà sempre un Berlusconi. Anzi, uno peggiore di Berlusconi.

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