Pietro Grasso: «Si può fare a meno dei senatori a vita». Un messaggio a Berlusconi?

L'affermazione avrebbe irritato Napolitano

Pietro Grasso
In un'intervista di ieri, il presidente del Senato Pietro Grasso si è espresso contro l'istituzione dei senatori a vita. Un'uscita che, più che nel merito, sembra discutibile nella tempistica, visto che nelle stesse ore si celebravano i funerali di Giulio Andreotti. Ma d'altronde, come capita sempre quando viene a mancare un senatore a vita, nelle stesse ore si è tornati a parlare di possibili nomine presidenziali a Palazzo Madama. E d'altronde dal 2010 a oggi sono deceduti 4 senatori a vita (oltre ad Andreotti, Francesco Cossiga, Rita Levi Montalcini, Oscar Luigi Scalfaro e Sergio Pininfarina) e ne è stato nominato solo uno, Mario Monti. Al momento perciò siedono a Palazzo Madama solo 3 senatori di nomina presidenziale (Ciampi, Colombo e Monti), la cifra più bassa da 50 anni a questa parte.

E in questo contesto, Pietro Grasso è entrato a gamba tesa dichiarando:

Per quanto mi riguarda, dei senatori a vita si può certamente fare a meno... anche perché si tratta di una nomina che risale al periodo regio

una frase pesante, anche perché proviene dal presidente dell'aula in cui i senatori a vita dovrebbero essere ospiti di riguardo. E per attaccarli, Grasso ricorda che si tratta di un retaggio della monarchia e dello Statuto Albertino. Ora, è vero che esisteva la nomina regia dei senatori, ma questa riguardava tutto il Senato, secondo lo Statuto. E soprattutto, oggi la nomina dei senatori a vita è regolamentata dall'articolo 59 comma 1 della Costituzione, e dire che si più fare "certamente a meno" di qualcosa previsto dalla prima parte della Carta Costituzionale non è cosa da poco.

Da ambienti del Quirinale filtra una certa irritazione da parte di Giorgio Napolitano, che però ha preferito non rilasciare dichiarazioni a caldo per non alimentare polemiche. È possibile però che torni sull'argomento in seguito, magari proprio con una nuova nomina.

E a proposito di questo, si parla di un Berlusconi scalpitante per ottenere un seggio da senatore a vita. Già qualche settimana fa si era parlato di un "piano" per arrivare all'onorificenza assieme a Romano Prodi, ma ora il Cavaliere punterebbe alla nomina in solitaria, che gli conferirebbe l'aura di padre della patria e al tempo stesso un salvacondotto giudiziario.

Può darsi allora che l'uscita di Grasso abbia avuto queste tempistiche strane proprio per stoppare sul nascere una possibile strategia berlusconiana. O forse il presidente del Senato ha voluto fare il grillino, sbagliando clamorosamente tempi e modi.

Foto © Getty Images

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