Su Adro e la scuola leghista: e se avessero sbagliato tutto?

solo delle alpi adroAdro, la scuola leghista: la scuola che questo Paese si merita. L'asticella della sopportazione è sempre più alta, sempre più alta... nessuno, penso avrebbe immaginato una cosa del genere. Eppure è accaduta. Ieri Marco se ne è occupato, ma credo che sia opportuno fare un piccolo riassunto per chi si fosse perso qualche capitolo di questa incredibile, grottesca storia.

Nella provincia bresciana, in Franciacorta, c'è un paesino, Adro: paesino leghistissimo, paesino che forse ricorderete per la vicenda delle rette della mensa non pagate, era l'aprile scorso. Rette saldate poi da un imprenditore che sa cosa sia avere un cuore: se volete rileggervi cosa si scriveva ai tempi, questo pezzo del Corriere è perfetto per l'occasione.

Dicevamo, Adro. Come si arriva alla scuola ridicolmente marchiata da un simbolo che per l'Italia non vuol dire niente, di niente di niente? Anche lì, i fatti sono paradigmatici dello sfascio del sistema scolastico di questo paese. Dopo il salto vediamo di raccontarvi perché.

Come si è arrivati a una scuola marchiata Lega Nord? Ci si arriva perché non ci sono soldi, ma le ristrettezze economiche non sono una giustificazione per nulla. In ogni caso, ecco come sono andate le cose: il Comune ha ceduto a una impresa privata le vecchie scuole, quelle normali, che diventeranno appartamenti.

In cambio però il Comune ha preteso che la stessa impresa costruisse una nuova scuola. Ed è quella demenziale marchiata ovunque dal Sole delle Alpi. Il tutto intitolato a Gianfranco Miglio - "ideologo" della Lega Nord degli albori, ne avevamo parlato in un post della rubrica scelta dai lettori - e agghindato con la paccottiglia con cui incredibilmente la Lega è riuscita creare un'identità

Restavano da acquistare gli arredi per aule, uffici e mensa. Il problema è stato risolto con un bando pubblico, con il quale è stato chiesto alle famiglie di Adro di versare contributi volontari per coprire il fabbisogno. Obiettivo ampiamente raggiunto tanto che in cassa sono rimaste alcune migliaia di euro e a ogni donatore è stata intitolata un'aula.

Un trionfo dell'intera comunità, insomma, che però Lancini (Oscar Lancini, il sindaco di Adro, ndr) ha deciso di festeggiare in maniera «muscolare», timbrando ogni angolo della nuova scuola con il simbolo della Lega Nord, intitolando l'edificio a Gianfranco Miglio e facendo ampio uso del colore verde.

Di più: i crocefissi nelle aule di Adro non sono semplicemente appesi al muro ma «imbullonati». «Li abbiamo fissati con le viti - precisa Lancini - perché a nessuno venga in testa di toglierli o di coprirli. Viviamo in uno stato laico ma la nostra religione non si discute, neppure in una scuola frequentata per il 7% da immigrati»


Se vivessimo in uno stato davvero laico, vagli a spiegare che neanche il crocifisso dovrebbe esserci in quella classe, tanto meno avvitato al muro - poveretto: un'altra (blasfema) crocefissione, sottolineava ieri Gian Antonio Stella - ma che soprattutto non dovrebbe esserci un simbolo di un partito ovunque, nella scuola.

Un'incredibile falsa ingenuità copre di ulteriore ridicolo questa storia. Lo leggete nelle dichiarazioni del sindaco di Adro a proposito di presunte critiche della Gelmini, Ministro dell'Istruzione, che poi ha subito fatto retromarcia. Per carità! Io Ministro dell'Istruzione, criticare una cosa del genere? Ma certo che no...

«L' avranno informata male - è il punto di vista di Lancini - oppure è stata fraintesa perché io ho agli atti del Comune una lettera del ministro in persona che si complimenta con noi per il risultato raggiunto, per aver costruito un edificio scolastico all'avanguardia senza costi per l' ente pubblico. Abbiamo fatto in dieci mesi ciò che altrove non fanno in dieci anni». Il fatto è che il problema non sono certo le lavagne elettroniche di cui è dotata ogni aula, i materiali d' avanguardia utilizzati, l' assoluta rispondenza a canoni di sicurezza e modernità. Il problema sono gli emblemi leghisti piazzati su porte, finestre e arredi. «Ma il sole delle Alpi non è un simbolo di partito - è la ferma convinzione di Lancini -; al contrario, un segno di identità e di tradizione, un po' come la rosa camuna per la Lombardia. Impedire l' uso di quel simbolo sarebbe segno di regime; se anche la Lega lo usa non posso farci niente. Ma soprattutto le famiglie del paese hanno contribuito alla costruzione della scuola: significa che il progetto è stato condiviso dalla comunità»

Il Sole delle Alpi non è un simbolo di partito? Ma certo che no: è un simbolo "bene augurante" che risale al VII secolo a.C, e l'hanno ritrovato un po' ovunque, in Toscana, in Puglia, in Val Camonica - cioè in Lombardia - riprodotto in bassorilievi e iscrizioni.

In questo, ricorda molto la svastica - e beninteso: proprio come diceva Stella ieri sul Corrierone, la storia è sempre prima tragedia e poi farsa. Indovinate in che fase siamo oggi - con cui l'umanità ha familiarizzato sin dal neolitico. Anch'essa, simbolo bene augurante, portafortuna: una specie di cornetto antisfiga uncinato.

Per carità! Il simbolo che è impresso ovunque nella nuova scuola di Adro non ha nulla a che fare con la Lega Nord: in fondo, sul sito ufficiale del partito di Umberto Bossi, nella pagina "bandiere", c'è questa schermata.

sito lega nord bandiera padana

Sarà certamente un errore, il sindaco di Adro ha spiegato chiaramente che la Lega Nord non c'entra niente, e anche c'entrasse, che ci può fare lui... quello impresso ovunque è un simbolo locale. Le poche parole sensate che ho sentito dall'opposizione, arrivano da Matteo Renzi, sindaco di Firenze, leggo su la Stampa

Alla gente importano le cose concrete, no? Dicono tutti così...
«Lo dico anch’io. Ma provo a esser conseguente. Pensi all’istruzione e al disastro che c’è nel Paese. Pensi allo scandalo della scuola con i simboli leghisti di Adro, una cosa che nemmeno nella Corea del nord... Dovremmo montare una rivoluzione e invece siamo quasi silenti»

Eppure, sapete che a me viene in mente una cosa? Che simboli insensati imposti così, dall'alto, in una scuola dove andranno bambini e ragazzi che ci passeranno gli anni che li formeranno per il resto dei propri giorni, potrebbero anche sortire l'effetto esattamente opposto. Che cosa fai quando sei adolescente ai simboli che ti sono stati imposti?

Di solito, li vuoi sfasciare, abbattere, distruggere.

L'effetto desiderato è - oltre a quello di far parlare di sé - quello di creare un indottrinamento fin dalla tenerissima età. Il problema è che a volte non funziona: e il tentativo di indottrinamento ai bambini si trasforma nell'adolescenza in repulsione, in ribellione.

Ecco: io non ho la palla di vetro per prevedere come andranno le cose, ma qualche euro lo scommetterei anche su questa eventualità, tra una quindicina d'anni.

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