Processo Mediaset, la sentenza: Silvio Berlusconi condannato

Quattro anni di carcere e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

19.33. La corte d'appello conferma la condanna per Silvio Berlusconi nella compravendita dei diritti Mediaset per frode fiscale. Condanna a quattro anni di carcere e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Berlusconi è stato condannato in secondo grado per aver gonfiato il prezzo dei diritti televisivi e cinematografici acquistati da Mediaset presso le principali majors statunitensi e di aver costituito fondi neri all'estero per frodare così il fisco italiano.

in aggiornamento

Respinta la richiesta di interrompere il dibattimento

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Respinta la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi, che aveva chiesto di interrompere il dibattimento del Processo Mediaset per attendere le decisioni della Consulta sul conflitto di attribuzione. Queste le motivazioni dei giudici della seconda sezione penale della Corte d'appello di Milano: "La pronuncia della Consulta non risulta decisiva ai fini della definizione della presente fase di gravame".

I giudici si sono quindi ritirati in camera di consiglio per decidere della sentenza, attesa dopo le 17 e che in caso di condanna potrebbe porre una seria ipoteca sulla vita politica del Cavaliere e sulle sorti del Governo. Silvio Berlusconi in primo grado è stato condannato a quattro anni per frode fiscale, mentre in appello il pubblico ministero ha chiesto la conferma della sentenza, che prevede anche cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. E quindi dalla vita politica.

Un'ipotesi, quella della condanna, che Silvio Berlusconi ha così commentato al Tg5: "Con una sentenza che mi vuole condannare a quattro anni di carcere, con l'interdizione dai pubblici uffici si verifica un attacco ai miei diritti politici: dovremo dar vita prima o poi a una inchiesta in parlamento per verificare questa situazione e per porre fine a un fenomeno come questo".

Implicati nella vicenda relativa alla presunta frode fiscale nella compravendita dei diritti tv anche gli ex manager Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano. Proprio quest'ultimo oggi ha reso delle dichiarazioni spontanee: "Ho rivestito un ruolo importante e chiave per il successo delle reti Fininvest, ma non mi sono mai occuopato di questioni contrattuali, amministrative e non ho mai saputo dei presunti passaggi dei diritti tra società per creare un aumento dei loro costi. Il ruolo di Berlusconi all'interno dell'azienda è stato attivo negli anni Ottanta, poi si è piano piano esaurito ed è cessato prima che entrasse in politica".

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