Adro o morte! La Padania difende l'indifendibile attaccando la Repubblica Salentina


La vicenda della scuola leghista di Adro, con le polemiche e le giuste critiche che sono piovute sulla Lega nord e sui suoi spensierati amministratori, deve aver colpito qualche sensibilità padana. E come insegna il capo, in questi casi bisogna mobilitare i giornali di cui si dispone per rispondere al fuoco nemico, non argomentando e spiegando le proprie scelte e decisioni (questo mai) ma preferibilmente attaccando, tirando fango del Po ovunque e cercando di spostare l'attenzione su altrei bersagli con la tecnica, collaudata quanto nauseante, dell'anchelorolo fanno.

Colti dunque in fragranza di stupidità per aver intestato la scuola di Adro ad un esponete della Lega nord, decorandola con sole delle Alpi e altre amenità mitologiche da album delle figurine di Attila e Totila (il tutto senza nemmeno avere avuto le necessarie autorizzazioni) le camicie verdi hanno scagliato la Padania contro un bersaglio che, per una assoluta coincidenza, era ubicato in Terronia (o almeno questo è quello che stava scritto sulla carta geografica appesa in redazione).

Ecco dunque che la diffida di Adro tira in ballo la Repubblica Salentina, il cui logo (che ovviamente non immortala un virile guerriero celticheggiante mentre combatte per salvare la sua patria ma soltanto alcuni banali simboli che richiamano le caratteristiche di quella zona) compare addirittura sotto il nome di un istituto tecnico di Lecce. La Padania ha quindi buon gioco a denunciare pubblicamente l'eccesso di polemiche riservate da media e politici alla scuola abbondantemente illuminati da tanti soli delle Alpi mentre invece loro (i media, i cospiratori, i nemici del nord) tacciono sullo scandalo pugliese.

Sembra però che il missile Bergamo - Lecce abbia sbagliato traiettoria, probabilmente perché l'addetto al puntamento aveva frequentato una delle scuole sponsorizzate dalla Lega. La Repubblica Salentina, come hanno diffusamente spiegato i suoi promotori, non è il nome di un territorio che punta all'indipendenza dall'Italia e che chiede libertà dall'oppressione a cui la Repubblica Italiana lo sottopone. Si tratta più semplicemente di un logo che mira a promuovere e tutelare un'area geografica con una forte identità, il simbolo di "un movimento di promozione territoriale locale messo in piedi da un gruppo di neo-diplomati".

E i neo diplomati non se la sono sentita di lasciare correre, ribattendo colpo su colpo alle accuse della stampa padana: La Repubblica Salentina è una res publica (“cosa di tutti” - per gli antichi, non era altro che l'interesse per il bene della collettività), non ha presidenti o ministri, non ha sottosegretari o portaborse, non è un organo politico né un partito, non ha interessi di colore, ma esclusivamente interessi di sviluppo territoriale, e non ha leggi, se non quelle naturali dell’umanità basate sul rispetto reciproco, sulla libertà di espressione, sulla tolleranza e sulla solidarietà. Non un distacco, quindi, ma un elevarsi.

E per finire: chi potrebbe protestare contro un originale e simpatico movimento che promuove in maniera assolutamente “pulita” l’accoglienza e l’ospitalità della propria terra? Il Presidente della Repubblica che ci ha conferito due medaglie per l’attività svolta con il gruppo “GPace – Giovani per la Pace”, il Ministero della Pubblica Istruzione che ci ha invitato a presentare il nostro lavoro al “Job & Orienta” di Verona, il ministro Brunetta ci ha definito Amministrazione Eccellente, l’Università Cattolica di Milano e l’Istituto Luigi Sturzo di Roma hanno realizzato un case study, il CNR che ci ha invitato a partecipare al loro concorso…

Padania zero - Repubblica Salentina 1: Lecce ladrona!!

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