Clemente Mastella: «Il Pd farà un ribaltone con il Movimento 5 Stelle»

L'ex ministro scommette su un rapido cambio di maggioranza al governo


Quanto durerà il nuovo governo? Libero lo ha chiesto a Clemente Mastella, che in fatto di ribaltoni e cambi di maggioranza in corso d'opera è una delle massime autorità italiane. L'ex ministro della Giustizia, oggi europarlamentare in quota Pdl ma rimasto ai margini della politica che conta, scommette su un ribaltone da parte del Pd in tempi brevi: e se lo dice lui…

Secondo Mastella, il motivo per cui buona parte del Pd accetta senza fiatare le larghe intese con il centrodestra e i conseguenti diktat di Berlusconi, sta nel fatto che è già pronto un cambio di maggioranza che porterebbe il Pdl all'opposizione e al governo il Movimento 5 Stelle, o quantomeno i dissidenti grillini. La fonte sarebbe sicura:

Un autorevole esponente del Pd ex comunista che è stato rieletto, due settimane fa era tentato di dimettersi dal partito. L'ho rivisto ieri e mi ha detto che non si dimette più. Anzi, è appena iniziata la riscossa. Ed è sicuro che presto ribalteranno questo governo e faranno una cosa davvero di sinistra

Enrico Letta sarebbe già il passato, per il suo partito. All'attuale premier non resterebbe che cercare di fondare un nuovo centro, magari con Alfano:

Enrico Letta sa che è finito nel Pd. Non gli perdoneranno mai di avere tirato fuori dall'angolo Berlusconi, di essersi alleato con lui. Ora è nel mirino anche di Matteo Renzi, che si sente togliere spazio vitale. È inevitabile che Letta debba pensare a una cosa diversa dal Pd. Secondo me proverà lui a fare con Angelino Alfano quel che non è riuscito a Mario Monti: trasformare questo governo in un partito di centro.

E Mastella è certo che nelle prossime settimane si affineranno le alleanze tra il Pd e i 5 Stelle, con cui le affinità sono molte

Hai visto come hanno commentato la morte di Andreotti? Quelli sono più che di sinistra. Andavano bene nel partito di Antonio Ingroia.

E l'ex ministro vede come inevitabile la fuoriuscita di un gruppo di dissidenti dal M5S, senza che Grillo possa controllarli, a partire dalla vicenda della diaria:

Guarda cosa sta succedendo sulla diaria: 48 che si ribellano a Grillo. È destino che lui non riesca più a tenerli in pugno. Questo perché ha sbagliato Beppe: un leader deve essere sul posto, lì in Parlamento. Non può comandare a distanza come fa. Passerà poco tempo prima che nasca una nuova maggioranza Pd-5 stelle, ci metto la mano sul fuoco.

Uno scenario non molto dissimile da quello descritto, sempre su Libero, due giorni fa da Maurizio Belpietro, che in aggiunta vedeva le dimissioni di Napolitano e l'elezione di Rodotà a sancire l'asse Pd-5 stelle.

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