Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Stati Uniti: costretta a scomparire l'autrice di una vignetta su Maometto. Ricordate il “Tutti disegnino Maometto day” di cui vi abbiamo parlato lo scorso maggio? Si trattava di una provocazione diffusa via internet prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo.

Tramite facebook e vari blog era stata indetta una giornata in cui il Profeta dell’Islam sarebbe stato disegnato in una sorta di concorso e le sue immagini sarebbero poi state diffuse via web. Inutile dire che il tutto aveva creato forti tensioni in numerosi paesi islamici, con tanto di temporaneo oscuramento di Facebook e Youtube in Pakistan.

Ora siamo arrivati a un nuovo, assurdo capitolo di questa storia. Il sito statunitense Mother Jones riporta che è scomparsa dalla scena pubblica la disegnatrice Molly Norris, che aveva dato origine alla controversa situazione.

Tutto era cominciato la scorsa primavera, quando la Morris aveva pubblicato sul suo sito una vignetta in difesa della libertà di parola, dopo le minacce ricevute dagli autori della serie a cartoni animati South Park per aver inserito Maometto tra i personaggi della 200esima puntata (poi censurata per evitare complicazioni).

In tutta risposta, la Morris aveva realizzato un poster satirico in difesa del Primo emendamento della Costituzione americana, che pubblicizzava un fantomatico “Everybody Draw Mohammed Day”.

La vignetta era stata ripubblicata dal settimanale di Seattle The Stranger ed era poi stata diffusa via web da vari blog. Al di là della volontà della disegnatrice, l’ Everybody Draw Mohammed Day era diventato un caso internazionale. Su Facebook era spuntato un gruppo che rilanciava l’idea e invitava a caricare i filmati dei disegni via You tube in occasione della fatidica giornata.

Erano seguiti mesi di polemiche, spesso inferocite. Al Qaida, con poco senso dell'umorismo, aveva inserito la disegnatrice nella sua lista nera.

La Morris aveva chiesto pubblicamente scusa ai musulmani di tutto il mondo, aveva ribadito di non avere nulla a che fare con la pagina di Facebook e tantomeno con l'iniziativa di invitare la gente a pubblicare disegni del Profeta via web.

Tutto inutile. Alla fine, a distanza di mesi, è dovuto intervenire l'FBI, che ha consigliato alla Morris di cambiare nome e smettere di pubblicare vignette sul giornale locale della propria città. In poche parole scomparire, per evitare di lasciarci la pelle.

E siamo sempre lì. Alla vecchia diatriba sul sottile limite tra libertà di espressione, rispetto delle confessioni religiose e opportunità politica.

Ci sono invasati come il pastore Terry Jones e i suoi epigoni che danno fuoco al Corano e ci sono registi, cartoonist e disegnatori che fanno satira o critica sociale. Non fanno parte dello stesso calderone, eppure contribuiscono ad accendere gli animi nella stessa maniera.

Siamo tornati a un clima di paranoia diffusa come ai tempi della Guerra fredda, quando ogni azione o parola poteva avere significati più vasti in relazione alla contrapposizione tra blocco Usa e blocco sovietico. Abbiamo avuto una breve vacanza negli anni '90, in cui ci siamo illusi che tutto potesse diventare più semplice e non ci fossero conseguenze geopolitiche per ogni cosa che si scriveva o pubblicava.

Ora ci siamo di nuovo dentro, su scala più ampia, senza più blocchi riconoscibili e con internet che fa da megafono e ingigantisce tutto a dismisura. Ne usciremo?

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