Rassegna stampa estera: l'Italia, la Francia e i Rom


Lo scoppio di furenti polemiche tra la Francia di Nicolas Sarkozy e la Commissione Europea riguardo allo smantellamento dei campi Rom d'oltralpe e alla deportazione di molti dei loro abitanti ha portato la stampa straniera ha considerare con attenzione anche il caso italiano, in un certo senso precursore nel praticare politiche "estreme" nei confronti dei nomadi.

Il francese Le Figaro ha reso conto dei possibili effetti che l'azione del governo francese potrebbe avere sulla situazione italiana:

L’Italia, che conta fra i 120.000 e i 140.000 nomadi sul suo territorio, metà di nazionalità italiana e metà proveniente dall’Europa centrale, soprattutto dalla ex-Yugoslavia e dalla Romania, teme l’invasione dei Rom espulsi dalla Francia in seguito alle recenti misure del governo. A Ponte Galleria, uno dei quartieri difficili della capitale, la polizia ha rinvenuto derrate alimentari con etichetta francese in un campo nomade. La polizia, inoltre, ha rilevato la presenza di famiglie con automobili e roulottes immatricolate in Francia e giunte nella Città eterna.

A Ventimiglia, la polizia di frontiera sta registrando un flusso crescente di gente proveniente dalla Francia. A fine agosto, a Sanremo, le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere un numeroso gruppo di nomadi che cercavano di stabilirsi in una zona industriale. Gianni Alemanno doveva discutere una strategia europea con Eric Besson. Il sindaco di Roma preconizza un approccio morbido basato sul dialogo e il reinserimento. Il che non esclude l’uso delle maniere forti qualora fosse necessario. “Credo che il nostro piano per regolamentare la questione rom possa servire da modello all’Europa”, ha concluso Alemanno.

La tedesca Deutsche Welle si è concentrata invece sul punto di vista critico degli ambienti vicini al Vaticano:

il direttore della Fondazione Migrantes della CEI, Giancarlo Perego, ha messo in guardia da una discriminazione delle vittime. Il governo non può autonomamente decidere in riferimento ad una politica europea, afferma Perego alla “Radio Vaticana”. Egli ammonisce innanzitutto, che una espulsione indiscriminata dei Rom non risolve il problema vero e proprio. Purtroppo la Francia ha seguito „la strada dell’Italia”, che nonostante tutto non ha dimostrato esiti positivi, chiarisce Perego. La politica italiana ha portato ad una forzata chiusura degli accampamenti abusivi e all’espulsione generando la nascita di nuovi insediamenti abusivi e reso vana la scolarizzazione dei bambini. Egli denuncia che l’80% dei Rom che vivono nel nostro paese sono in possesso della cittadinanza italiana.

Sulle pagine del britannico Guardian, Louise Doughty ha suggerito provocatoriamente che la Francia dovrebbe essere espulsa dall'UE per le sue politiche discriminatorie, insistendo su quanto la posta in gioco sia altissima per l'intera Unione - Italia compresa:

Sarà interessante vedere che impatto avrà in Francia l’azione dell’UE contro Sarkozy. Secondo i sondaggi, il 60% dei francesi sostengono le posizioni di Sarkozy, ma un’umiliazione davanti alle corti europee potrebbe cambiare le cose. Nonostante il suo atteggiamento culturalmente protezionista, infatti, la Francia si è sempre vantata del fatto di essere al cuore dell’Europa. Due anni fa, Berlusconi fu costretto a rinunciare al suo piano di raccogliere impronte digitali e foto segnaletiche degli immigrati Rom in Italia (sic), dopo che il suo piano aveva ricevuto condanne unanimi. In questo momento, Berlusconi sta certamente guardando con attenzione a quanto accade a Bruxelles. E’ per questo che lo scontro tra il Comissario alla Giustizia e il governo francese è così importante. Se Sarkozy verrà lasciato condurre le sue deportazioni impunemente, altri governi di destra si renderanno conto del fatto che la persecuzione dei Rom è una misura acchiapa-voti con un costo praticamente nullo. La Reding deve intervenire in fretta e duramente se vuole che il suo volta-faccia sulla questione abbia qualche effetto, e gli altri governi europei, inclusa la Gran Bretagna, devono darle un sostegno forte e chiaro.

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