Rassegna stampa estera: Berlusconi e Fini, la lite continua


Sono passati ormai quasi due mesi, ma i media d'oltre confine non spengono i riflettori su quello che è stato il tormentone politico dell'estate italiana: la lunga e ambigua resa dei conti tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quello della Camera Gianfranco Fini.

Lo svizzero Der Bund ha cercato di chiarire ai suoi lettori il contesto strategico in cui Fini si deve muovere:

Il nordista Fini è forte soprattutto al centro e al sud. Nei prossimi mesi si mostrerà molto più forte di un lobbista del sud, per rafforzare la rete del suo nascente partito Futuro e Libertà. Probabilmente cercherà anche di avvicinarsi al mondo dell’economia, che si riconosce sempre meno nella destra. Ma ha bisogno di tempo.

Elezioni anticipate, come Berlusconi sta annunciando, per punire l’alleato ribelle e prevenire un eventuale sentenza, arriverebbero troppo presto per Fini. Deve ancora emanciparsi completamente dal padrone, sbarazzarsi dell’immagine di eterno Vice. E’ una danza sulla corda, un gioco tattico. Niente piace più a Berlusconi, che essere riconosciuto come la persona da cui si esige eterna riconoscenza. Egli tenterà anche, di provocare presto la scissione. Fini però sbircia sulla sua eredità politica, la leadership all’interno della destra italiana.

Secondo l'argentino Clarin:

E’ evidente che c’è stato un accordo segreto tra i due leader per evitare in questo momento una rottura politica devastante che porterebbe a elezioni anticipate, ora che l’Italia e l’Europa stanno vivendo una profonda crisi. Fini è stato leader dei post-fascisti di Alleanza Nazionale, dissoltasi nel nuovo partito di Berlusconi. L’ex capo “nero” si è convertito sinceramente a posizioni liberaldemocratiche e conta simpatie persino nei partiti di sinistra. Astutamente Fini ha spiegato che non vuole far cadere il governo e che Futuro e Libertà fa parte dell’attuale maggioranza, e ha festeggiato la libertà riconquistata di poter discutere le misure proposte dal governo. In realtà il presidente della Camera dei Deputati – terza carica istituzionale in Italia – ha come proposito di cucinare Berlusconi a fuoco più o meno lento, ma ha bisogno di tempo per organizzare il proprio potere.

L'austriaco Der Standard si è concentrato sull'ulteriore degradazione dei costumi politici causata dalla recente crisi di governo, in un pezzo intitolato "Siamo la repubblica degli sboccati":

I continui litigi all’interno del governo di Roma assomigliano sempre più a una soap opera estiva. Ultimo scandalo: il capo della Lega Umberto Bossi dà dello “stronzo” al cristianodemocratico Pier Ferdinando Casini e vanifica l’intenzione del Premier Silvio Berlusconi di far nuovamente rientrare nella maggioranza del Governo il partito di Casini. (..) La gaffe di Bossi vale come ulteriore prova per i media italiani dell’imbarbarimento della politica. Offese giornaliere quotidiane, insulti personali e spietati colpi bassi fanno diventare l’Italia una “Repubblica di sboccati”, avverte il quotidiano La Stampa. “Le leggi fondamentali del vivere civile sembrano improvvisamente scomparse”, dice lo scrittore Claudio Magris sul Corriere della Sera: “la volgarità evidentemente non irrita più gli italiani. Valori e convenienze ritenuti prima irrinunciabili sono stati sacrificati al cambiamento dalla della società”.

Terra Magazine, tra il serio e il faceto, ha dato un nome alla soluzione a tutti i problemi di Berlusconi: Robinho.

Nonostante tutti i problemi che sta affrontando – la crisi del suo partito in seguito alla lite con l´ex amico e alleato Gianfranco Fini, una situazione economica difficilissima, la decisione dell´ex moglie di non accettare l´offerta per gli alimenti (300 mila euro mensili) dopo il divorzio, solo per citare gli episodi piú recenti – il capo del governo italiano Silvio Berlusconi è felice ed eccitato. È l´effetto dell´acquisto di due giocatori per la sua squadra, il Milan. L´arrivo di Robinho e Ibraimovich tra i rossoneri non solo darà buone possibilità di mettere fine alla dittatura dell´Inter – l´altra squadra di Milano – nel campionato italiano. Ma può anche significare un´altra vittoria elettorale. Luigi Crespi, che fino a 7 anni fa era il principale sondaggista di Berlusconi (..) afferma che nel 2001 gli fu commissionato uno studio dal quale emerse che il Milan e Berlusconi erano visti dall´opinione pubblica come la stessa cosa. Ancora oggi, secondo Crespi, questa equazione funziona: se il Milan perde Berlusconi perde; e se il Milan vince il suo proprietario esce vittorioso da qualsiasi elezione. Secondo il sondaggista è molto più pericolosa la contestazione dei tifosi che le critiche del presidente della Camera Fini. (..) Berlusconi è euforico perchè è convinto che l´arrivo dei due campioni, il brasiliano Robinho e lo svedese Ibraimovich, possa rilanciare le possibilità del Milan e del PDL, più che qualsiasi altra cosa nella campagna elettorale anticipata, visto che è già quasi sicuro che le elezioni si terranno a marzo dell´anno prossimo. Dimostrerà così ancora una volta che la vecchissima strategia inventata da Giulio Cesare (non il calciatore) del “panem et circenses”, funziona sempre. Nonostante la disoccupazione, la stagnazione dell´economia, e la crescita quasi nulla del PIL, se il Milan tornerà a vincere tutto andrà per il verso giusto grazie a Robinho, Pato, Ronaldinho e Ibraimovich.

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