Rassegna stampa estera: la Mafia da Pollica alla Germania, passando per l'Italia


Poche cose attirano sull'Italia l'attenzione dei media stranieri più del controverso personaggio politico che risponde al nome di Silvio Berlusconi: una di queste è la Mafia.

Al francese Le Monde, ad esempio, non è sfuggita la notizia dell'assassinio del sindaco ecologista di Pollica Angelo Vassallo:

Il giudice Raffaele Marino, sostituto procuratore di Torre Annunziata, ex giudice anti-mafia ed amico personale del sindaco assassinato, è convinto che i mandanti dell’omicidio appartengano alla camorra. “È stato ucciso per un no di troppo. Un no rivolto a persone che non accettano rifiuti” ha dichiarato il magistrato.

Angelo Vassallo, che lascia moglie e due figli, aveva fatto notizia emanando nel gennaio scorso, un decreto comunale che prevede un’ammenda di 1000 euro per chi getta cenere o mozziconi di sigaretta per terra. Eletto a capo di una lista civica vicina alla sinistra, era molto noto per la sua attenzione per l’ambiente, ottenendo per la graziosa baia di Pollica il riconoscimento della “bandiera blu” che garantisce in Italia l purezza delle acque per la balneazione. Sotto shock, lunedì molti commercianti hanno tenuto chiusi negozi e bar, in un paese molto apprezzato dai turisti dell’Europa del nord, in particolare, tedeschi.

Il britannico Daily Telegraph si è concentrato sulle interpretazioni politiche dell'avvenimento:

Walter Veltroni, ex vice-primo ministro italiano ed esponente dell’opposizione di centro-sinistra, ha respinto la rivendicazione del governo di Silvio Berlusconi che i numerosi arresti di mafiosi degli ultimi due anni abbiano contribuito a mettere in ginocchio il crimine organizzato. “Un evento come questo mostra che l’emergenza criminalità in Italia non è stata superata. E’ uno sbaglio pensare che la Mafia sia in crisi”, ha affermato. Benchè gli omicidi di Mafia siano comuni, in particolare nel Sud-Italia, questa è la prima volta che un sindaco è stato ucciso dal 1980, affermano i militanti dei gruppi anti-mafia.

Il Westfaelischer Anzeiger ha intervistato la giornalista, scrittrice ed esperta di mafia tedesca Petra Reski, che cerca di mettere in guardia i suoi compatrioti dal rischio di credere che il problema della criminalità organizzata non li riguardi:

Nel mio nuovo libro spiego che per trovare la mafia non c’è alcun bisogno di andare a Corleone. Basta andare a Dortmund, a Duisburg o a Bochum. Tuttoggi molti tedeschi continuano a credere che la mafia si trovi solo nell’Italia meridionale, anche se da quarant’anni è già ben insediata in Germania. Il figlio di Bernardo Provenzano, il boss mafioso che è stato latitante per oltre quarant’anni, ha insegnato lingua italiana a Schwerte alle superiori finché il padre non è stato arrestato a Corleone. E il fratello di Provenzano ha lavorato a Willich, nella regione dell’Eifel. Il mio libro è al tempo stesso anche un racconto della mia esperienza personale su com’è essere minacciati dalla mafia. (..) Già durante la scuola di giornalismo avevo letto enormi quantità di materiale d’archivio sulle storie di mafia e nel 1989 fui inviata a Palermo per la prima volta per riferire sulla “Primavera di Palermo”, su quello spirito di ottimismo, quando si pensava che la mafia potesse essere definitivamente sconfitta, grazie ai magistrati Falcone e Borsellino e al sindaco Leoluca Orlando. Poco dopo i giudici furono uccisi dalla mafia. Oggi so che la mafia è un sistema criminale che divora una società dal di dentro. Ciascuna società. La mafia si adatta al singolo paese come un parassita all’organismo-ospite. (..) Io scrivo da tempo sulla mafia in Italia e alla fine sono arrivata al punto di rendermi conto che non ha alcun senso denunciare solo la situazione italiana, senza mostrare che in Germania l’esistenza della mafia viene contestata in modo ambiguo e che si lascia che i mafiosi italiani vengano a riciclare il loro denaro in Germania. Il problema “mafia” è un problema europeo e può essere risolto soltanto così. Per questo ho dovuto scrivere questo libro sulla mafia in Germania. (..) In Europa la Germania è il paese preferito dalla mafia: riciclare denaro qui è un gioco da ragazzi, nessun mafioso può essere intercettato, il concorso in associazione mafiosa non è un reato penale. I tedeschi pensano che con la risoluzione del caso dell’omicidio delle sei persone a Duisburg la mafia in Germania sia stata sconfitta. Ma Duisburg è stata solo la punta dell’iceberg, un incidente di percorso. E dato che i politici tedeschi sono poco interessati a parlare del ruolo della mafia in Germania, la notizia in Germania deve venire dai giornalisti e i giornalisti locali sono particolarmente coinvolti. Quelli che riportano che la gara per un progetto edilizio non ha avuto un iter pulito o che gli investitori italiani e i loro candidati hanno beneficiato di fondi pubblici grazie al sostegno politico dei politici locali.

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