Crisi economica: Slovenia approva piano per evitare il salvataggio europeo

Tra le privatizzazioni principali c'è quella di Telecom Slovenja, una tassa di crisi temporanea su tutti i salari, l'aumento dell'Iva a partire dal primo luglio, un'imposta sugli immobili.

Premier sloveno

No al salvataggio europeo. Arriva forte e chiaro il messaggio dalla Slovenia, che vuole uscire dalla crisi economica con le proprie gambe. Senza i prestiti dell'Ue e le dure condizioni che di solito vengono imposte per poter usufruire degli aiuti. Il governo della Slovenia, in carica da meno di due mesi, ha approvato a tempo di record un piano d'azione per evitare il default.

Nel pacchetto ci sono le privatizzazioni, gli aumenti delle tasse e misure di austerità. Il piano sarà presentato domani a Bruxelles. L'obiettivo è rendere più floride le finanze del Paese, che è in recessione, e di ricapitalizzare il sistema bancario. Un obiettivo che è ambizioso, ma che se dovesse funzionare potrebbe anche fungere da laboratorio per altri stati che si troveranno in condizioni simili.

Il governo sloveno è di centrosinistra e vede come premier Alenka Bratusek. Bisognerà ora vedere come reagirà la popolazione a quella che viene già definita come una vera e propria stangata. C'è anche l'opzione che l'Ue giudichi poco soddisfacente il pacchetto economico approvato dal governo; in quel caso, la Slovenia diventerebbe il sesto Stato europeo a dover per forza usufruire degli aiuti (dopo Grecia, Cipro, Irlanda, Portogallo e Spagna).

Tra le privatizzazioni principali c'è quella di Telecom Slovenja, una tassa di crisi temporanea su tutti i salari, l'aumento dell'Iva a partire dal primo luglio, un'imposta sugli immobili. Il governo avrebbe inoltre intenzione di negoziare con i sindacati del settore pubblico un nuovo taglio agli stipendi e un'estensione del congelamento delle pensioni.

Foto | © Getty Images

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