Cosentino: l'aula dice "No" alle intercettazioni, quando la Casta difende la Casta

cosentino camorra governo autorizzazione rifiutoE così non è passata: l'aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni a carico di Nicola Cosentino, già coordinatore campano del PdL e sottosegretario all'Economia. La votazione, a scrutinio segreto, si è conclusa con 308 no e 285 sì. Tra i "Sì", c'erano anche quelli dei finiani, non tutti, ma l'intenzione di voto era quella. Eppure... eppure facciamo due conti.

Che cosa ci dice tutto questo? Che la solidarietà di casta è molto più trasversale di quanto crediate. Prendiamo per esempio la composizione attuale della Camera. Il gruppo parlamentare del PdL conta 237 deputati, il PD ne conta 206, la Lega Nord 59, l'UdC 39, Futuro e Libertà 35, l'Italia dei Valori 24, mentre il "gruppo misto" invece è composto da 30 deputati. Totale: 630.

Vediamo: i votanti erano 593. Chi sarà mancato all'appello o si sarà astenuto? Vediamo comunque di fare qualche conto. PdL avrà votato compatto per il "no", quindi 308 - 237 = 71. Dove saranno sparsi questi 71? Qualche leghista? Uhm... forse, ma non ci giurerei. Qualche UdC? Più probabile. Non mi stupirei in ogni caso di una solidarietà ben più allargata, nel difendere uno dei più bizzarri diritti di cui godono i parlamentari, che li eleva un gradino sopra i comuni mortali.

Sulle intercettazioni di Cosentino, "accusato di contiguità con ambienti camorristici", vi consiglio anche di rileggere quanto uscito ai tempi dello scandalo P3 - che non c'entra - ma in cui si leggono trascrizioni notevolissime di Cosentino al telefono, quando erano in corso le trame del "trans gate" con cui si sarebbe voluto travolgere Stefano Caldoro.

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