Scelti dai lettori: leggi elettorali, cosa scegliere dopo il porcellum

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Venerdì, giorno di rubrica scelti dai lettori. Oggi ci occupiamo di un tema, lo ammetto, non proprio entusiasmante: ma importante per capire come si compongono gli organi che poi ci governano. Insomma: per capire dove va a finire il nostro voto alle elezioni. Sto parlando delle proposte di legge elettorale...

Tema estremamente complesso, certo: che tenteremo di rendere facile, nei limiti delle nostre umane possibilità. Da un commento di Andrea S.:

Io ammetto che gradirei un bell’articolo esplicativo sulle leggi elettorali proposte per cambiare il porcellum

Vediamole un po' queste proposte.

calderoli porcellum

Partiamo però prima dall'attuale legge elettorale. La famigerata "Legge Calderoli", dal cognome di Roberto Calderoli che ne fu uno dei principali ideatori. Si tratta più precisamente della legge nº 270 del 21 dicembre 2005, definita dallo stesso suo estensore "una porcata".

I tre referendum abrogativi non hanno avuto successo:

Nel 2009 si tennero tre referendum abrogativi, tesi a modificare tale legge in più punti. Questi referendum, inizialmente fissati per il 18 maggio 2008, sono stati poi rimandati al 21 giugno 2009 per lo scioglimento anticipato delle Camere, avvenuto il 6 febbraio 2008. Tutti e tre i referendum non sono riusciti a raggiungere il quorum del 50% più un elettore, pertanto sono stati dichiarati non validi.

Senza entrare troppo nel dettaglio, le opinioni e i paragoni per la Legge Calderoli non sono particolarmente lusinghieri, almeno in questa pagina di wikipedia:

il premio di maggioranza per la coalizione vincente alla Camera (un vero e proprio unicum nel contesto europeo) era già apparso in due leggi elettorali italiane del passato: la legge Acerbo del 1923 e la cosiddetta "legge truffa" del 1953.

Alé: lusinghieri precedenti quindi. Si è ricominciato a parlare di legge elettorale quando qualche settimana fa il governo sembrava davvero prossimo a cadere. L'idea, era di un governo "di transizione" che modificasse l'attuale legge elettorale, il porcellum di Calderoli. Tutto, ovviamente fermo: per ora ci si tiene la porcata.

Il 30 agosto scorso Ilvo Diamanti traccia una delle sue mappe, sulle pagine di Repubblica:

La legge elettorale è argomento di dibattito politico ormai da vent'anni (...) Scrivere una legge elettorale migliore (...) Un'impresa semplice, nei contenuti, perché è difficile immaginare un dispositivo altrettanto sgangherato e precario. Ma, in effetti, assai complicata. Perché, in un sistema politico fazioso come il nostro, il bene comune viene decisamente dopo quello del partito e degli uomini politici. E, nonostante tutto, non sono pochi a considerare il Porcellum vantaggioso. Non per il Paese, ma per se stessi.

Anzitutto (ma non solo, come si dirà più avanti), nella maggioranza. Se si fa riferimento al formato della competizione elettorale del 2008, PdL e Lega continuano a prevalere sull'intesa Pd-IdV. Certo, il PdL appare in difficoltà, viste le tensioni interne - e, infatti, com'era prevedibile, Berlusconi ha congelato la scadenza elettorale.

Allora, in vista delle elezioni dell'anno successivo, decisero di abolire la competizione uninominale (dove si eleggevano i tre quarti dei parlamentari), a favore di quella proporzionale (dove il centrodestra otteneva risultati molto migliori). Con tre innovazioni, importanti e significative. L'attribuzione di un premio di maggioranza alla "coalizione" e non al partito vincente. L'indicazione del candidato premier. L'introduzione delle liste bloccate e la conseguente abolizione delle preferenze. In questo modo, il centrosinistra perdeva il suo vantaggio. Mentre il dominus diventava il leader capace di fare coalizione. E, soprattutto, di costringere gli alleati a rispettarla, con le buone o le cattive (cioè: Berlusconi assai più di Prodi e dei successori). Mentre la probabilità di venire eletti, per i candidati, dipendeva dalla loro posizione in lista. Con l'esito di aumentare enormemente il potere delle segreterie centrali e dei "padroni" dei partiti, che detenevano e detengono il controllo delle candidature.


Ok, quindi, non cambia perché va bene così "a loro". Ma quali sono le alternative? Non voglio annoiarvi: ma vi segnalo questo pdf de LaVoce.info, molto dettagliato e propositivo, nel quale potrete perdervi tra "modello tedesco" e poi "modello spagnolo" e tutto quanto... le alternative sono quattro. E' tremendo persino leggerlo quell'articolo, da quanto è fitto e complicato. In ogni caso, approfondisce debitamente la questione. Il modello su cui c'è la convergenza più ampia, al momento è...


Sistema tedesco Proporzionale con sbarramento
. Sembra essere il sistema elettorale sul quale potrebbero convergere in tanti (...) è un sistema misto, con il cinquanta per cento dei seggi assegnati con il proporzionale e il restante cinquanta con collegi uninominali ma con correzioni tali da mantenere un carattere fortemente proporzionale. In Germania è prevista anche una soglia di sbarramento del 5%. In Italia, invece, finora si è parlato di uno sbarramento al 4%
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