Ore 12 - E Fini appoggia ancora il governo del "dossieraggio"?

altroPiù volte Silvio Berlusconi cita Alcide De Gasperi per rivendicarne l’eredità di leader e di statista.

E più volte si è parlato del Pdl come di un partito centrista moderato, una Democrazia Cristiana del XXI secolo. Niente di più falso.

Lo dimostra anche lo scontro fra i cofondatori Pdl, oramai un vero e proprio nodo scorsoio per l’errore grave commesso dal premier.

La Dc, partito molto articolato e ricco di spine interne, non ha mai espulso nessuno: era capace di assorbire e di integrare ogni opposizione interna, di fatto annullandole. E mai i guai interni entravano nelle Istituzioni. Perché la Balena Bianca faceva politica, che è arte della mediazione e del compromesso, e aveva forte il senso dello Stato.

Roba indigesta per la vocazione padronale e decisionista del Cavaliere. Solo nei partiti da Centralismo democratico ( nel Pci, uno sprezzante Togliatti bollò l’”uscita” di Elio Vittorini: “se n’è ghiuto e soli ci ha lasciao”) e nei paesi autoritari c’è l’espulsione “amministrativa” del dissenso.

In Italia nessuno viene messo nel gulag, ma, come dimostrano le vicende di questi giorni, si usano (quasi) tutti i sistemi per mettere nel tritacarne gli avversari (anche interni). Conseguenze politiche immediate?

Terminata la “spinta propulsiva” del berlusconismo, caduta la maschera liberal democratica del Pdl, il centrodestra è in piena crisi politica, con conseguente possibile crisi di governo ed elezioni politiche in primavera.

Al di là delle mosse e contromosse per passarsi il cerino, Berlusconi ha già avviato la macchina elettorale. Ma anche gli altri: è in fieri la federazione elettorale di Fli (Fini) con Udc, Api, Lombardo e altri cespugli moderati.

Se Berlusconi cade, ci sarà il tentativo di un esecutivo di emergenza anche con Pd e Idv (per fare la nuova legge elettorale), altrimenti al voto anche con il Porcellum.

L’obiettivo del nuovo “polo” (senza liste uniche ma con i simboli dei partiti sulla scheda) è togliere a Pdl e Lega il premio di maggioranza in Senato nel centro-sud, in Liguria e Piemonte.

Per Berlusconi, il problema non è (solo) quota 316, non sono i “peones”, ma la politica. E’ sulla politica che cadrà.

Intanto l’immondizia sale. Non solo a Napoli. Il governo del dossieraggio avrà ancora l’appoggio di Fini?

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