Beppe Grillo contro lo ius soli (di nuovo)

Sul suo blog, il comico genovese attacca la proposta del ministro Kyenge


Uno dei temi su cui il Movimento 5 Stelle, e Beppe Grillo in particolare, si distanziano più nettamente dalla sinistra è quello dello ius soli. Già in passato il "semplice portavoce" si era schierato contro la proposta di concedere la cittadinanza a tutti i bambini stranieri nati sul suolo italiano, figurarsi ora che il ministro Kyenge ha annunciato una proposta di legge in tempi brevi.

Stamattina sul suo blog, Grillo ha pubblicato un breve post in cui spiega perché la proposta di Kyenge, appoggiata anche dal Presidente della Camera Laura Boldrini, non va bene. Appellandosi, una volta tanto, alla vituperata Europa: Grillo infatti fa notare come una legge sullo ius soli non esista negli altri paesi europei (esiste negli Usa, però):

In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano.

Grillo ricorda che, per la legge vigente, chi nasce in Italia e vi risiede ininterrottamente fino ai 18 anni ha già oggi la possibilità di scegliere se diventare cittadino italiano al compimento della maggiore età. Il comico genovese si dice possibilista sull'idea di cambiare questa legge, ma a patto che si faccia tramite referendum popolare e non per opera di:

un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa

Parole che non mancheranno si portare a Grillo accuse di populismo e xenofobia, ma d'altronde non è la prima volta che il leader dei 5 Stelle si schiera contro lo ius soli. Già l'anno scorso, quando si era tornati a parlare di ius soli, Grillo aveva scritto:

La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della "liberalizzazione" delle nascite.

E, per difendere Grillo dalle accuse che gli erano piovute addosso, pochi giorni dopo sul blog era stato pubblicato l'intervento di Bruno Tinti, magistrato ed editorialista del Fatto Quotidiano, che aveva parlato del rischio di ritrovarsi "con pullman pieni di donne incinte che vogliono far nascere in Italia i propri figli!". Uno scenario simile a quello paventato dalla Lega Nord.

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