Berlusconi-Fini, basta col gioco del cerino...

L’ultima puntata (per ora) della telenovela Berlusconi-Fini dimostra non solo il livello di degrado della politica italiana, ma lo stato di disintegrazione del moderatismo neoliberale e della destra italiana.

Il progetto politico di Silvio Berlusconi di saldare in un partito tutti quelli che sono contro il comunismo e contro la sinistra per una nuova Italia del XXI secolo è miseramente fallito.

E’ fallito, innanzi tutto, il progetto culturale perché semplicemente quel progetto non è mai esistito e non esiste: è solo un’accozzaglia populista e demagogica per garantire potere, ricchezze e privilegi, fuori dalle regole, a chi comanda.

La f"urbata" dell’antipolitica berlusconiana (con gravi responsabilità della sinistra e degli ex Dc)) ha distrutto i partiti e la politica, consentendo ai nuovi padroni del vapore di dettare legge con nuove regole del gioco a proprio uso e consumo.

Se stai con me e mi permetti di fare ciò che voglio, anche tu puoi fare ciò che vuoi: altrimenti ti do la “caccia” e ti distruggo in ogni modo. Siamo nella pura logica staliniana degli anni ’30: manca solo la deportazione nel gulag.

Il primo responsabile di questa situazione che tiene il Paese a un passo dal baratro, è Silvio Berlusconi. Un premier accusato online dal presidente della Camera di usare “società off-shore per evadere le tasse” in qualsiasi paese occidentale si sarebbe dimesso immediatamente.

Ma anche Fini, terza carica dello stato, non può cavarsela così, con il pur giusto appello al “Basta gioco al massacro”. Non solo per i “non so”, e i “non ricordo”, per le “ingenuità” ammesse (che in politica si pagano, al di là dei reati, che riguardano la magistratura), ma per la mancata (almeno per ora) conclusione politica della vicenda.

Nessuno si mette in società con un lestofante. Tanto meno si fonda un partito con chi viene definito negativamente, come una persona da cui stare alla larga. Ecco perché, al di là dal vergognoso affaire di Montecarlo, i conti non tornano.

Fini è nel bivio: o si dimette o spara l’ultima cartuccia togliendo la fiducia al governo. Tutto il resto è una pantomima vomitevole. Una farsa che può sfociare in tragedia. Basta col gioco del cerino.

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