Bersani, il PD e la catastrofica comunicazione della sinistra italiana. La lezione degli USA


La lettera di Veltroni a Repubblica, l’orrida campagna di comunicazione del PD (Bersani in maniche di camicia, per intenderci), l’ancor più orrido manifesto del PD di Roma (lo vedete dopo il salto), tutto sembra farci pensare che la sinistra italiana viva una gravissima crisi.

Una delle accuse principali è la mancanza di una strategia comunicativa chiara, di un messaggio semplice ed efficace da inviare a militanti, sostenitori ed elettori indecisi. Non che questa sia una novità, è dal 1994 che, dal punto di vista della propaganda politica, Berlusconi surclassa la sinistra. Le uniche eccezioni, forse, corrispondono alla “discesa in campo” di Romano Prodi, modello politico ed umano antitetico a quello rappresentato dal Cavaliere.

(l'immagine originale si trova qui)

Se però si attraversa l’Atlantico, e si arriva negli USA, le cose cambiano. Basterebbe solo parlare della campagna elettorale di Barack Obama. Oggi però NOMFUP (un blog che si occupa di comunicazione politica) ci parla di Alan Grayson, candidato democratico alla Camera dei Rappresentanti (di cui fa parte dal 2006). Il principale avversario di Grayson è naturalmente un repubblicano, Daniel Webster. Grayson non è molto tenero con l’avversario.

Un video che farebbe rabbrividire molti leader PD: stile cinematografico, messaggio politico chiarissimo (i repubblicani mentono, io no – notare che alla fine le parole VOTE e TRUTH sono seguite da VOTE e GRAYSON, sovrapponendo truth e Grayson -). Risultato? Uno slogan che resta nella mente degli elettori. Grayson dice la verità, ci si può fidare di lui. E se mi posso fidare di un politico, lo posso votare. Ed ecco un altro video.

Si parte subito alla grande:

“i fanatici religiosi ci stanno portando via la libertà, in Afghanistan, in Iran e anche qui nella Florida Centrale (il distretto elettorale di Grayson e Webster, ndA)”.

Seguono titoli di giornale ed estratti video su alcune posizioni politiche di Webster: rendere il divorzio illegale, impedire alle donne “adultere” (ma non agli uomini “adulteri”) di ricevere gli alimenti, costringere le donne che subiscono violenza dai mariti a rimanere con loro, obbligare le donne stuprate a dare alla luce il bambino frutto della violenza.

Su quest’ultimo punto, è interessante notare una cosa. In inglese la frase è:

"force raped women to bear their attackers’ child".

Il video ovviamente non dice: impedire l’aborto, che sarebbe una frase molto cruda, ma ripiega sull’obbligo di “dare alla luce”, espressione molto più soft, che permette al pubblico di concentrarsi su un altro aspetto: lo stupro. Stupro che è sottolineato anche da una parola: force, cioè costringere obbligare. Collegare la costrizione di Webster alla costrizione dello stupro è un altro passaggio logico interessante.

Il video si chiude con un conciliante “Dan Webster Talebano”. Chi è interessato, trova più informazioni qui e qui.

Grayson non è un outsider, è stato già eletto per due volte alla Camera dei Rappresentanti. Perché adotta questa tattica, che in Italia sarebbe sicuramente definita “demonizzazione dell’avversario”, “regalo a Berlusconi”, “populismo”? Perché la chiarezza paga. La strategia di Grayson risulterà vincente? Lo scopriremo nei prossimi mesi. Lui però almeno ci prova. Lancia un messaggio politico chiaro e riconoscibile. Cosa succederebbe se accadesse anche in Italia, se anche il PD facesse lo stesso?

Foto | Flickr

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