Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Europa: riprende il processo per crimini di guerra a Radovan Karadzic. Ve lo ricordate quando lo hanno arrestato? Era il 2008 e il boia di Srebrenica si faceva passare da tempo per un innocuo medico omeopata. L’ex leader serbo sfoggiava un barbone da guru indiano e non avresti mai creduto che dietro quell’aspetto mite si celasse l’uomo che aveva tentato di sterminare i musulmani di Bosnia durante gli anni ’90.

Radovan Karadzic è comparso ieri davanti al Tribunale penale internazionale per difendersi da 11 capi di imputazione per crimini di guerra e genocidio. Sbarbato e con l’aspetto dei vecchi tempi in cui era Presidente della Repubblica Srpska (la Repubblica serba di Bosnia), Karadzic ha parlato a lungo negando le accuse, ma senza, apparentemente, tentare di ostacolare quel Tribunale a cui si era sottratto vivendo da latitante per tredici anni.

Le accuse più pesanti mosse all’ex leader serbo riguardano la sua responsabilità nel massacro di Srebrenica: la città bosniaca in cui, nel 1995, le forze serbe hanno massacrato più di 7000 civili musulmani.

Aggiornamento: nave pacifista bloccata dalla marina israeliana
La notizia è stata data intorno alle 13.00: l'Irene è stata bloccata dalla marina israeliana alle 9.30 ora locale e dirottata verso il porto di Ashdod. Non si sono verificati episodi di violenza.

Medio Oriente, Israele/Palestina: nave di pacifisti ebrei diretta verso la Striscia di Gaza. Mentre i negoziati diretti sono a un punto morto dopo la scadenza della moratoria sugli insediamenti in Cisgiordania e Hamas ribadisce la volontà di continuare la lotta contro Israele, una nuova nave umanitaria si dirige verso le coste di Gaza.

L’Irene è salpata dal porto di Famagosta, nella parte turca di Cipro, domenica pomeriggio e si troverebbe ora a meno di 24 ore di navigazione dalle acque che circondano la striscia di Gaza. A bordo si trovano 8 attivisti ebrei provenienti dall’Europa, da Israele e dagli Stati Uniti, con un carico di aiuti che comprende libri di testo, giocattoli, strumenti musicali, reti da pesca e protesi mediche. Nelle stesse dichiarazioni degli organizzatori, si tratta di aiuti simbolici: lo scopo reale della spedizione è forzare il blocco navale di Gaza e dimostrare che, sia in Israele che all’estero, non tutti gli ebrei sono d’accordo con le politiche del Governo di Tel Aviv.

Il carattere marcatamente ebraico della spedizione è stato sottolineato in un comunicato diffuso dagli organizzatori, in cui si legge: “Ci muoviamo nella fiera tradizione ebraica della giustizia, del difendere i diritti degli oppressi e dell’implacabile opposizione al pregiudizio e al razzismo.”

Tra le associazioni pacifiste rappresentate sull’Irene compaiono sigle come Jews for Justice for Palestinians, con sede in Gran Bretagna, e la German Jewish Voice. La spedizione è stata coordinata dalla piattaforma European Jews for a Just Peace (EJJP), che aveva partecipato anche alla Freedom Flotilla, come vi abbiamo già raccontato su queste pagine.

Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha ribadito che, anche in questo caso, Israele intercetterà qualsiasi nave che si avvicini alle coste della Striscia di Gaza. E’ facile tuttavia prevedere che non si ripeteranno i tragici fatti dello scorso maggio, quando nove attivisti a bordo del traghetto turco Mavi Marmara furono uccisi dalle forze armate israeliane.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO