Sono Porci Questi Romani. Bossi, Bisio e l'egemonia culturale della sinistra


Sono porci questi romani. È bastata una battutaccia del solito Bossi a montare una polemica in pura salsa italiana, con levata di scudi obbligata del primo cittadino capitolino Alemanno (che contraddizione col nome) e di tanti parlamentari e associazioni in cerca di pubblicità.

Ora, chiarito che si tratta di una citazione non proprio da Asterix ("sono pazzi questi romani"), ma semmai da tutte le scuole elementari/medie del Belpaese (alzi la mano chi non giocava con l'acronimo SPQR da bambino). Chiarito pure che non era riferita agli abitanti di Roma ma al "sistema romano", in quanto declinazione del ben noto motto leghista Roma ladrona, vediamo di legarlo a un altro evento apparentemente esterno, l'uscita nelle sale del film di Luca Miniero Benvenuti al Sud.

Come noto si tratta del remake di una capolavoro francese, Giù al Nord, con cui però non condivide assolutamente nulla, e tantomeno la graffiante ironia. Si tratta della solita menata buonista del nordico pseudoleghista stupido e razzista che va a lavorare al sud pieno di pregiudizi da macchietta e torna innamorato della meravigliosa bontà d'animo dei locali.

Insomma, è insultante il presupposto e ridicolo il suo capovolgimento finale. Dobbiamo prenderla come una commediola leggera senza pretese di critica sociale alla Vacanze di Natale 14? Ok, benissimo, allora diventa persino piacevole. Peccato che in conferenza stampa il comunista dalla faccia buona Claudio Bisio abbia cercato di dimostrare il contrario, mettendo in fila le seguenti dichiarazioni:

"Mi auguro che anche Bossi vada a vederlo, magari potrebbe piacergli"; "Questo è un film anti-Barbarossa"; "È un film che stempera la difesa strenua di identità contrapposte (sic) e incoraggia a conoscere l'altro. Vorrei che i politici del nord andassero a vederlo anche se c'è il rischio che ridano senza capire"... sì come le donne impellicciate che ridevano agli spettacoli di Fo, rivolti proprio contro di loro, aggiunge.

È arrivato Claudio Bisio, dunque, intelligentissimo ultimo rappresentante di quella politica di egemonia culturale del vecchio PCI che ha colonizzato il mondo dello spettacolo italiano esautorandone tutti gli alieni al suo pensiero unico. Ovvero tutti coloro che sono stupidi e "non possono capire".

Quello che invece tutti i Bisio di questo mondo non potranno mai capire è che proprio la loro casta, con il suo razzismo culturale, ha tenuto a balia la generazione di destra che è cresciuta nutrita dallo spirito di contrapposizione, e ora vota, relegando sempre più gli eredi del partito comunista in una nicchietta che Gramsci certo non aveva preconizzato.

Ma in fondo va bene così. È sempre bello e appagante porsi su un piedistallo, elevandosi sopra il popolo bue.

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