Da Tol.org: Jeremy Druker e la partecipazione politica in Bosnia al tempo del web

jeremybosniaopengovernementDopo qualche settimana di interruzione, Jeremy Druker di tol.org ci propone questo suo intervento sulla attuale situazione politica in Bosnia. Qui trovate solo un estratto, il resto - in inglese - è stato pubblicato il 24 settembre scorso su Transitions Online. Buona lettura.

Vista da lontano, la Bosnia può apparire un luogo piuttosto deprimente: il paese si trascina verso la fine di un'altra campagna elettorale molto polarizzata che potrebbe risultare in una stagnazione ancora peggiore e in uno stallo prossimo venturo. Ma ci sono un paio di spiragli di speranza, soprattutto dal punto di vista dei nuovi media e della influenza che possono avere sullo status quo.

Negli ultimi cinque anni si sono moltiplicati i siti che cercano di controllare la trasparenza delle istituzioni e gli abusi di potere, ma li abbiamo visti all'opera sopratutto in UK e USA - come la fondazione Sunlight e MySociety - ma la loro influenza finora era stata pressoché nulla nei Balcani e nei paesi ex comunisti nell'Europa centrale.

L'influenza di tutto questo si è vista soprattutto in Bosnia: MySociety è nel bel mezzo di un progetto, finanziato dall'Open Society Institute di George Soros, per aiutare le popolazioni dell'Europa centrale e orientale a costruire siti web dedicati alla trasparenza e di democrazia. Se in alcuni luoghi questi modelli non hanno funzionato, in altre nazioni hanno ottenuto un successo inatteso, come per l'appunto, in Bosnia, una terra dove spesso è l'apatia a sconfiggere ogni afflato di partecipazione, sopratutto tra i più giovani, che pensano principalmente a emigrare.

Tra questi innovatori come non citare Zasto Ne (Perché no?). Prosegue su Tol.org.

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