Ore 12 - Domani "D-day". Gli artifizi procedurali non salveranno Berlusconi

altroDomani e dopodomani alle Camere, comunque andrà, Silvio Berlusconi non potrà sfuggire al voto di fiducia.

Per premier e governo sarà il momento della verità. Gli artifizi “tecnici” per sfuggire al giudizio politico non serviranno molto. Pare che Berlusconi non chiederà e non porrà la fiducia su una eventuale risoluzione della maggioranza. Può essere una lama a doppio taglio. Ma a danno del premier.

Le questioni procedurali non muteranno la sostanza politica. Che chieda o no la fiducia non cambia nulla perché l’eventuale (e probabile) risoluzione sottoscritta dai capigruppo della maggioranza non potrà non avere natura fiduciaria.

Più o meno la maggioranza presenterà questa dizione: “La Camera, udite le comunicazioni del presidente del Consiglio, le approva e passa all’odg”. E si vota. Se la risoluzione è approvata, il governo regge. In caso contrario dovrà immediatamente trarre le conclusioni e dimettersi.

Se, per paura di finire sotto, la maggioranza non presenta una sua risoluzione, a quel punto, sarà di certo l’opposizione a presentarne una, per chiamare alla conta e fare alzare al governo bandiera bianca, imponendo al premier la via del Colle. Quindi, dopo il discorso di Berlusconi, non si potrà evitare il voto: che diventa di fiducia o sfiducia al governo.

Solo un dietrofront totale di Fini, con l’annullamento della “terza gamba”, può riportare il tutto alla “bolla di sapone”, salvando la maggioranza. Per il presidente della Camera sarebbe la fine, totale ostaggio di un Berlusconi che segue il motto: “bastona il cane che annega”.

In caso contrario, con i finiani fuori dalla maggioranza, non sarà certo la fine del mondo. Al limite, “solo” la fine del regno del “caudillo”.

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