Elezioni comunali 2013: a Roma aggressione a gazebo elettorali di Marino, Alemanno, Marchini

Aggressione e paura questa mattina per alcuni militanti sostenitori di Gianni Alemanno ed altri di Ignazio Marino: un gruppo di mascherati avrebbe occupato e distrutto un gazebo elettorale e aggredito una candidata al Municipio II.

Attimi di paura questa mattina a piazza Bologna a Roma, in uno dei quartieri più borghesi della Capitale: un gruppo di circa 15 mascherati ed incappucciati avrebbero fatto irruzione in un gazebo del Comitato Ignazio Marino sindaco distruggendolo e aggredendo verbalmente e con qualche spintone una candidata al Municipio II di Roma e sostenitrice del candidato del centrosinistra. Dell'episodio sarebbero vittime anche alcuni sostenitori di Gianni Alemanno, che pur non subendo aggressioni fisiche si sono visti intimidire.

Gli aggressori, alcuni travisati da un cappuccio e tutti con il volto coperto da maschere bianche, si sarebbero definiti appartenenti al Comitato Vota Nessuno, un gruppo di studenti, precari e disoccupati, che promuovono la totale astensione dal voto alle prossime elezioni comunali di Roma: sul posto, dopo il raid, sarebbe stato lasciato un volantino con scritto:

Il 26 e 27 maggio vota nessuno. Votare nessuno. Perché nessuno ci rappresenta. Il Comitato Vota Nessuno con questo atto intende presentare la candidatura alle elezioni del Comune di Roma di Nessuno. [...] Noi siamo astensioniti qui e ora. Non votiamo perche’ non e’ presente, al momento, alcun movimento antagonista forte e credibile a livello nazionale o locale.

Il candidato del centrosinistra Ignazio Marino informato di quanto accaduto, è immediatamente accorso a piazza Bologna per verificare di persona la situazione:


La "volontaria" sarebbe in realtà Francesca Malvani, in corsa alla circoscrizione del Municipio II di Roma e sostenitrice della candidatura a sindaco di Ignazio Marino. Intervistata dal Corriere Roma, così ha descritto quei momenti la diretta interessata:

Erano tra i 15 e i 20, tutti giovani, con il volto coperto da maschere bianche. Tra loro c'era anche una ragazza. Hanno cominciato a strappare i manifesti e i volantini del gazebo. Allora mi sono avvicinata per fermarli, ma mi hanno circondata, spintonata e messo un braccio alla gola per tenermi lontana. Ho avuto paura.

La trentina di volantini lanciati prima della fine del raid e della fuga sarebbero una vera e propria "firma" dell'episodio, su cui le forze dell'ordine stanno già effettuando le prime verifiche. I sostenitori di Gianni Alemanno hanno spiegato di non aver subito danni ingenti e aggressioni fisiche, ma di essere stati sostanzialmente intimiditi da queste persone, che avrebbero solo occupato il loro gazebo e tentato di rubare loro il materiale propagandistico.

Ignazio Marino, intervenuto personalmente sul posto, ha attaccato duramente gli autori dell'aggressione:

Questo clima di intimidazione è inaccettabile e intollerabile. Spero venga condannato da tutte le forze politiche. Sabato scorso sono aggredito e spintonato in una piazza, oggi questo brutto episodio. Alcuni vogliono sporcare e spaventare la competizione elettorale.

ha detto il candidato del centrosinistra al Campidoglio, ricordando la durissima contestazione a lui sabato scorso a piazza Farnese, questa volta organizzata da un chiassoso e "pasionario" gruppo di Animalisti Italiani, che ne contestavano le posizioni sulla vivisezione per la ricerca scientifica (Marino nei primi anni '90 fu chirurgo dell'equipe che, per la prima volta nella storia della medicina, trapiantò un fegato di una scimmia in un uomo).

Il gazebo dei sostenitori di Gianni Alemanno è stato invece visitato, come atto di solidarietà, dala Presidente del Comitato elettorale Barbara Saltamartini, la quale ha definito "inaccettabile" l'aggressione, paventando la presenza del sindaco Alemanno, nel pomeriggio, proprio sul luogo del misfatto.

Diversa modalità per la sospetta intimidazione al Comitato Elettorale dei sostenitori di Alfio Marchini a Roma Nord:

Abbiamo aperto questo comitato elettorale a Roma Nord e oggi c'era l'inaugurazione. Quando siamo arrivati alle 9 la serratura era stata bloccata con dei chiodi, la vetrofania era stata staccata e lo striscione non c'era piu.

sostengono in una nota i militanti.

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