Roma ore 19, l'ora della fiducia. Tanto rumore per nulla


Volevo parafrasare il titolo di un celebre film di John Carpenter, ma l'epiteto di "vigliacchi" poteva sembrare troppo forte, e allora scomodiamo Shakespeare, anticipando ciò che tutti presagivano e che oggi si concretizzerà.

Il Governo ha dunque optato per mettere la fiducia, contrariamente a ciò che avevamo previsto ieri, e probabilmente ha fatto benissimo. Ma anche no. Dipende dall'obiettivo che si prefiggeva. Se infatti il fine era evitare a tutti i costi le elezioni a breve termine, allora la scelta è azzeccatissima. I finiani, stretti in un angolo, non potranno che votare sì all'azione dell'esecutivo o si ritroveranno sul gobbone tutta la responsabilità della caduta di Berlusconi. Un fatto che a sinistra può sembrare un merito, ma che a destra - come assodano tutti i sondaggi - prefigura un disastro elettorale.

Se invece, come annunciato ai quattro venti, voleva provare la fedeltà del gruppo Fli allora i conti li ha sbagliati di grosso. I finiani oggi faranno la bella figurina di essere ancora gli alleati responsabili, ma in commissione e nei futuri voti faranno sentire il loro peso di quinta colonna della maggioranza.

Il paese di fatto è ingovernabile, e ormai serve anche a poco riepilogare i numeri e i nomi di coloro che hanno cambiato mastellianamente bandiera. Ma noi lo facciamo lo stesso. Abbiamo i 5 transfughi dell'Udc Sicilia capitanati dal vecchio democristianone Calogero Mannino. Poi l'ex-Rai Pionati dell'Adc, 2 ex-rutelliani di cui non ricordo il nome e manco me ne importa e i 5 peones di Noi Sud. Infine ci sono i 5 Mpa di Lombardo che probabilmente voteranno contro, tanto il loro punto ormai non conta più nulla e il Governatore potrà consolidare la sua nomea di rompiscatole, detto dal punto di vista pidiellino.

Il tutto alle ore 19 e salvo clamorosi eventi di giornata.

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