Ore 12 - Berlusconi, scontato discorso "propaganda". La paura delle urne fa 90

altroDa parte del premier non manca certo il tentativo, nel giorno del suo 74esimo compleanno e nel “D-day” della fiducia alla Camera, di fare un discorso (54 minuti) da “affabulatore”, toccare i sentimenti, sedurre gli italiani.

In sintesi, un discorso scritto a più mani, incentrato su “abbiamo fatto” e “faremo”, anche da abile propagandista, di chi sa vendere, ingigantisce il valore e la qualità della propria merce e sminuisce, quando non disprezza, quella altrui.

Ma le omissioni e le distorsioni sui nodi politici della maggioranza sono fin troppo evidenti, come pure evidente è la critica a Fini, se pur mimetizzata in un appello all'unità e alla responsabilità nazionale, di cui il premier sembra non avere responsabilità.

Ora, la prova di forza della fiducia è imposta per avere una maggioranza certa al netto dei finiani. Staserà si vedrà. Berlusconi sa che i giochi alla Camera sono fatti, che la fiducia stasera è tecnicamente assicurata (con o senza i voti dei finiani?), ma che i nodi politici restano tutti e lo scontro finale è solo rinviato, con le elezioni anticipate in primavera.

Ecco perché il suo discorso è rivolto agli italiani, agli italiani elettori che gli stanno voltando le spalle, delusi dal governo che non fa e traditi dalla fine del Pdl e dal caos della maggioranza. Berlusconi ha bisogno di tempo per recuperare una situazione quasi disperata nella maggioranza e per recuperare un elettorato che si allontana.

Due sono i limiti di fondo, il primo riguarda la “cornice” del discorso del premier appena fatto alla Camera: un discorso che avrebbe potuto fare due anni fa, non certo collocabile nel terzo anno della legislatura, con una Italia messa in ginocchio da una crisi economica prima negata poi fatta pagare ai più deboli, alle famiglie, ai lavoratori, ma anche al ceto medio e alle imprese.

Il secondo limite riguarda il merito politico: il premier incasserà la fiducia ma la golden share passa così dalla Lega a Fini, anche se quest’ultimo dovrà spiegare perché accettare tutta la verità sulla casa di Montecarlo e nessuna verità sul caso Mills…

Poi, come può Berlusconi accettare la spada di damocle tenuta sul suo capo dal “traditore” Fini? E come farà il premier a tenere buono Bossi? Dopo le 19 di stasera, conti alla mano, il quadro sarà più chiaro. O forse più ingarbugliato di prima.

Di certo il Paese entra in una fase di ulteriore instabilità e fibrillazione politica e istituzionale. Saranno gli italiani a pagare il conto della crisi non risolta del centrodestra. Il teatrino continua. E’ il pantano della seconda Repubblica.

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